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Maurizio Compagnoni: “Ho visto una Samb forte. Renzi? Sta mettendo i soldi veri. A San Benedetto imprenditori in gamba ma piccoli”

Il telecronista Sky: "Sul caso Serafino deluso dal ruolo di Fedeli"

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La Samb torna in campo e a commentare l’esordio in campionato dei rossoblù, ma anche tutte le vicende che hanno ruotato intorno alla beneamata, c’è il telecronista Sky Maurizio Compagnoni. Quest’ultimo, presente al ‘Polisportivo di Civitanova’, ha assistito alla prima di campionato della Sambenedettese.

“La sensazione è quella di una squadra con forti individualità, molto forte fisicamente e con una struttura fisica media superiore alla categoria – esordisce il telecronista –  Cardella, Chinellato, Conson, ma anche Migliorini e Lulli. Tutta gente prestante che a questi livelli può fare la differenza. E’ una squadra che ancora si deve amalgamare perché sono quasi tutti nuovi, ci vuole un po’ di tempo e ciò è testimoniato dai primi 20/25 minuti in cui la squadra ha fatto fatica. Tutto ciò è normale, i ragazzi stanno iniziando a conoscersi, devono diventare squadra. Però ecco, seppur conoscendosi poco riescono a vincere 3-1 contro una buona squadra come il Montegiorgio, questo può essere un buon segnale”.

Accanto a Compagnoni, in tribuna, erano seduti il presidente rossoblù Roberto Renzi e l’ex Presidente della Civitanovese Umberto Antonelli, quest’ultimo suo caro amico: “Umberto non metteva piede allo stadio da quando aveva venduto la Civitanovese – dichiara Compagnoni – Renzi? Io lo trovo molto simpatico. Durante la partita ogni tanto, commentavamo qualche giocata. Mi diceva sempre ‘bisogna tirare, bisogna tirare’ e quando la Samb ha fatto il secondo e il terzo gol, si è girato dicendomi ‘hai visto’”?

Sulla panchina della Sambenedettese c’è Sante Alfonsi, un sambenedettese doc: “Avere un sambenedettese sulla panchina della Samb può dare secondo me quel qualcosa in più, credo che possa aiutare. Non dico che sia fondamentale però può aiutarlo, sia con la tifoseria che con il suo lavoro”.

Nell’estate del 2021, con Serafino alla guida del club, la Sambenedettese fallisce per la quinta volta nella sua storia: “Serafino? Lo incontrai una volta in un ristorante, avevamo amici in comune, ma ci avrò parlato trenta secondi al massimo, non l’ho mai conosciuto veramente. Purtroppo quelle sono situazioni che non dipendono dalla città o dai tifosi. Io ci sono rimasto male perché Franco Fedeli (presidente fino all’estate 2020, NDR) secondo me è stato un ottimo Presidente e ha sempre detto che avrebbe lasciato la Sambenedettese in buone mani. Io ne ero convinto ma invece non è stato cosi”.

Negli ultimi anni, la città e i suoi tifosi hanno visto una Sambenedettese non riuscire a fare quel ‘salto di qualità’. Quali potrebbero essere i motivi? “San Benedetto ha una classe imprenditoriale composta da gente in gamba ma il problema è che son quasi tutti piccoli e il calcio impone degli investimenti importanti. Di conseguenza, se non hai degli imprenditori forti che possono permettersi certi tipi di spese, diventa complicato. San Benedetto è una piazza allettante e questo lo sento dire in giro per l’Italia. Per quanto sia allettante però, stiamo sempre parlando di Serie C, Serie D e quando arriva qualcuno da fuori, non sai mai cosa ti capita. Poi ecco, Franco Fedeli secondo me fu, seppur con le sue intemperanze verbali, un ottimo Presidente”.

E ancora: “Renzi e i suoi soci stanno mettendo soldi veri perciò da questo punto di vista le cose non vanno male. Nonostante sia una piazza grande, con uno stadio importante e tanto pubblico, quando la classe imprenditoriale fatica a trovare imprenditori che ti possono mettere ogni anno 500.000 euro per fare calcio, la situazione diventa complessa. Però ecco, qui ripeto che c’è gente in gamba. Si potrebbero riunire in 10/12 e fare una bella cordata però anche lì, non è facile. Non è colpa di nessuno. E’ un fatto di caratteristiche e situazioni”.

Uscendo dall’ambito Sambenedettese, Maurizio svela i suoi prossimi impegni. Come dichiara ai nostri microfoni infatti: “Stasera e domani devo commentare le sfide di Inter e Milan per ‘Diretta Gol’, mentre giovedì ho la gara di Europa League Lazio-Feyenoord. Successivamente ho Inter-Torino sabato e poi vado a Plzen, sempre con l’Inter, per la Champions”.

Sono cinque le giornate trascorse da quando la Serie A è ripartita. Un campionato entusiasmante che ha visto partire forti Atalanta e Torino: “Ieri ho visto un tempo della gara Torino-Lecce . I primi hanno acquistato giocatori di qualità e grande talento. Quando prendi giocatori come Radonjic e Vlasic, puoi fare il salto di qualità. L’Atalanta? Non mi stupisce. Mi stupivano invece i discorsi, molto superficiali, che venivano fatti l’anno scorso. Si parlava di ‘fine di un ciclo’ ma in realtà non era assolutamente finito un ciclo. Può capitare che ci sia l’annata balorda dove magari si fanno male gli attaccanti o dove magari la palla ‘entra o non entra’. E’ una squadra che sa fare calcio e che ha preso giocatori forti. Lo scorso anno hanno comprato Koopmeiners, quest’anno Ederson e Hojlund. Attenzione anche a Scalvini, un grande talento. Perciò ecco, che l’Atalanta quest’anno sia partita alla grande non mi sorprende minimamente”.

Analizzata infine la situazione Nazionale. Dal trionfo europeo a Wembley all’eliminazione dalla Coppa Del Mondo. “Come mai non siamo ai Mondiali? Per me i motivi sono due – dichiara Compagnoni – Il primo è che il calcio italiano storicamente, dopo un trionfo si ‘rilassa’ sempre. Il secondo invece è legato agli episodi. Faccio un esempio: noi nella partita contro l’Austria all’Europeo siamo stati fortunati: il VAR ci ha salvato due volte. Se non ci avesse salvato saremmo andati fuori agli ottavi e tutti si sarebbero messi a criticare Roberto Mancini. O ancora, se Jorginho non avesse sbagliato i rigori nelle ultime partite, noi ci saremmo qualificati senza problemi. A volte sono anche gli episodi che determinano il tutto. Agli Europei siamo stati fortunati e alle qualificazioni no. Spesso basta un singolo episodio per cambiare i giudizi, per cambiare la storia dei fatti”.

 

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