Coronavirus, Montero: “Mi spiace per Bergamo, mi accolse come un figlio. Campionato a maggio? Non credo”


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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Ho visto quello che è successo a Bergamo, è stata la prima città a ricevermi come un figlio, sono molto dispiaciuto, è tutto molto triste”. Paolo Montero dice la sua sull’emergenza coronavirus e manda un pensiero alla città che negli anni novanta lo accolse in Italia. “Fatico a pensare al calcio, è ovvio che ci siano interessi però quello che si sta vivendo in Italia è incredibile. La gente deve stare a casa, da quando non ci siamo più allenati sono uscito due volte per andare al supermercato. Da quindici giorni faccio tutto online. Bisogna adattarsi, è un momento critico. L’Italia è sempre stata un Paese generoso”.

L’allenatore non è ottimista per il riavvio del campionato: “Non credo si ricomincerà a giocare per l’inizio di maggio. Dicono che ancora deve arrivare il picco, lo sento dire da un mese, quando arriva? Una volta che arriva, cosa fai?”

Montero si trova a San Benedetto, dove un mese e mezzo fa è arrivata la sua famiglia: “Sto impazzendo, sono chiuso nell’appartamento. La situazione è molto grave, è dura non potersi neanche salutare. Dobbiamo fare questo sforzo. Per una questione di rispetto per i medici non dovremmo passeggiare nemmeno con il cane”.


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