Contro il freddo e la fatica, il sambenedettese Thomas Mercuri protagonista della traversata a nuoto della Manica

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LONDRA – Una profonda passione per il nuoto e una determinazione incrollabile hanno permesso a Thomas Mercuri, 40 anni, metà dei quali trascorsi a San Benedetto, dove è nato e cresciuto, e l’altra metà trascorsi a Londra, di affrontare la traversata a nuoto in staffetta del canale della Manica, da Dover a Calais.

Una sfida già di per sé tutt’altro che permissiva, fra il freddo, la corrente e la fatica, resa ancora più dura da una gravissima ernia al disco operata nel febbraio scorso, che lo aveva costretto sulla sedia a rotelle e a una lunga e complessa riabilitazione.

Nonostante tutto Mercuri ce l’ha fatta. Insieme agli altri tre compagni di squadra, un uomo e due donne tutti di nazionalità inglese, il 9 ottobre si è cimentato nell’impresa, conquistando la Manica insieme al suo team, “TSCM Does the Channel”, in 13 ore e 7 minuti.

Accompagnati dalla barca “Suva”, che abitualmente scorta le squadre e i nuotatori solitari che intendono misurarsi con la pericolosa sfida, i quattro elementi del team si sono divisi la traversata: un’ora a nuoto per ciascuno due due uomini e 30 minuti per le donne, dandosi costantemente il cambio.

Mercuri, la cui passione per il nuoto ha radici profonde che partono dalla più tenera età, quando nuotava con i compagni della Vela Rossoblù di San Benedetto del Tronto, non intende fermarsi qui e sta già progettando la sua prossima traversata: lo stretto di Gibilterra.