Tutto quello che c’è da sapere sulle mascherine. Come trattarle e sanificarle

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rubrica a cura di Alessandro Speca

Governatore della Misericordia di Grottammare
Presidente della Conferenza Interregionale Misericordie Abruzzo Marche Molise
Formatore e Direttore di Corso B.L.S.D.di I.R.C. Comunità (Italian Resuscitation Council) linee guida ILCOR
Coordinatore regionale Centro di Formazione Misericordie Marche
Responsabile della Formazione alla Misericordia di Grottammare

La pandemia generata a livello mondiale dal Covid-19 ha indotto una crisi molto grave sulla disponibilità dei D.P.I. Dispositivi di Protezione Individuale, visto il propagarsi rapido del contagio nella maggior parte delle nazioni più civilizzate del pianeta con una crescita esponenziale della domanda sulle mascherine di protezione, ma anche sui sanificanti per la cute e le mani, e, negli ambienti ospedalieri, clinici e del soccorso si è registrata una domanda crescente anche di camici, tute, occhiali o visiere, cuffie, gambali o copri-scarpe. Di conseguenza questo ha generato per un medio-lungo periodo la quasi impossibilità a rifornirsi in modo adeguato da parte di nosocomi, case di cura e di riposo, centrali operative 118, organizzazioni del soccorso sanitario, della Protezione Civile e altri erogatori di servizi. 

La carenza dei D.P.I. non ha risparmiato neanche i normali cittadini, che per svolgere l’attività lavorativa (laddove questa fosse consentita da decreti e ordinanze) o incombenze più semplici come recarsi al supermercato o in farmacia hanno avuto e tuttora hanno bisogno delle mascherine protettive per evitare l’espansione ulteriore del contagio e anche per proteggere se stessi.

I prezzi dei vari presidi sono lievitati per la legge del mercato (in qualche caso anche in modo esagerato).

In questi ultimi giorni le scorte presso Farmacie, Sanitarie e attività dedicate alla cura della persona sembrano essere migliorate e ogni cittadino ha avuto la possibilità di dotarsi quantomeno di una mascherina protettiva. Anche le istituzioni pubbliche si sono adoperate per la distribuzione di mascherine lavabili/riutilizzabili in tessuto ai cittadini. Tuttavia, essendocene in giro di molti tipi e di caratteristiche differenti, è giunto il momento di dare il nostro contributo a fare un po’ di chiarezza sull’argomento, specificando le principali tipologie attualmente diffuse, indicandone il corretto utilizzo e la loro eventuale sanitizzazione o anche lavaggio per quelle in tessuto.

 

TIPOLOGIE DI MASCHERINE DI PROTEZIONE

Innanzitutto elenchiamo quelle più in uso per la vigente emergenza sanitaria, distinguendole per semplicità con una lettera dell’alfabeto:

(A1) FFP3 senza valvola,  (A2) FFP3 con valvola,  (B1) FFP2 senza valvola,  (B2) FFP2 con valvola, (C) FFP1, (D) CHIRURGICHE e (E) RIUTILIZZABILI/LAVABILI IN TESSUTO

FUNZIONI, SOGGETTI IDONEI, CORRETTO UTILIZZO, LAVAGGIO/SANITIZZAZIONE

(A1) FFP3 senza valvola – per operatori e soccorritori sanitari 118 in presenza non continuativa con pazienti infetti e per forze dell’ordine che affiancano i soccorritori [capacità filtrante del 99%]

(A2) FFP3 con valvola – per operatori sanitari di reparti di terapia intensiva in presenza continuativa (per diverse ore) con pazienti infetti (la valvola permette l’esalazione dell’aria espirata da chi la indossa, protegge quest’ultimo ma potrebbe contagiare terze persone presenti; ecco perché è detta “egoista”)  [capacità filtrante del 99%]

(B1) FFP2 senza valvola – per operatori e soccorritori sanitari 118 in presenza non continuativa con pazienti infetti (o anche solo dichiarati sospetti), per medici di base e di guardia medica o per ogni assistente a domicilio di un paziente infetto [capacità filtrante del 94%]

(B2) FFP2 con valvola – per soccorritori sanitari 118 in presenza prolungata (ma non continuativa di diverse ore) con pazienti infetti, in assenza di terze persone vicine (la valvola permette l’esalazione dell’aria espirata da chi la indossa, protegge quest’ultimo ma potrebbe contagiare terze persone presenti; ecco perché è detta “egoista”) [capacità filtrante del 94%]

(C) FFP1 – per questa emergenza coronavirus non hanno molta più efficacia delle chirurgiche e possono essere indossate dagli stessi soggetti al punto (D) [capacità filtrante del 80%]

(D) CHIRURGICHE – per tutta la popolazione circolante, per chi lavora, per chi ha un esercizio di vendita al pubblico o comunque per chi svolge un pubblico servizio; le disposizioni governative hanno indicato come idonee le mascherine chirurgiche per gli operatori e i soccorritori sanitari per servizi su pazienti non infetti (ma per questi ultimi in modalità monouso); non sono lavabili, ma, tranne che per gli operatori e i soccorritori sanitari che ne fanno un monouso, per gli altri possono essere, in via straordinaria e senza risultati scientifici certificati, disinfettate e sterilizzate per utilizzi successivi (vista la straordinarietà dell’emergenza coronavirus, accompagnata dalla difficoltà di procurarsi questo presidio e dal costo molto accresciuto) e per farlo occorre una soluzione idro-alcolica al 70% con dosatore spray da spruzzare sulla mascherina.

(E) RIUTILIZZABILI/LAVABILI IN TESSUTO – sono più o meno come le mascherine chirurgiche come destinatari, cioè rivolte a tutta la popolazione circolante, a chi lavora, a chi ha un esercizio di vendita al pubblico o comunque a chi svolge un pubblico servizio; sono in tessuto lavabile, disinfettabile e sterilizzabile. Si consiglia non più di 8-10 lavaggi: a mano con acqua a max 60° e Napisan o equivalente disinfettante per tessuti e in lavatrice fino max 60°; per eventuali mascherine in tessuto con paillettes si consiglia il lavaggio a mano o in lavatrice a non più di 40°. Possono essere disinfettate, in via straordinaria e senza risultati scientifici certificati, anche con soluzioni idro-alcoliche al 70% con dosatore spray da spruzzare sulla mascherina. Se questa tipologia di mascherina viene usata per tempi limitati (andare al supermercato o in farmacia), potrà essere riutilizzata per 3-4 volte prima del lavaggio successivo, tuttavia in queste 3-4 volte sarà sempre uno scrupolo ben accetto quantomeno sanitizzarle con una soluzione idro-alcolica al 70%.

TECNICA DI RISERVA PER LA SANITIZZAZIONE DELLA MASCHERINA PROTETTIVA 

Sanitizzazione attraverso vapori di alcol etilico denaturato (come da Video-Tutorial di una farmacista):

  1. Procurarsi un recipiente alto con coperchio
  2. Versare un leggero strato di alcol etilico denaturato
  3. Ancorare la mascherina da sanitizzare nella parte inferiore del coperchio (con gli elastici fisati nella parte superiore del coperchio), il più appiattita possibile sotto al coperchio stesso
  4. Chiudere nel modo più ermetico possibile (del tutto non potrà essere possibile per lo spessore degli elastici) il coperchio sul recipiente
  5. La mascherina in alcun modo dovrà entrare in contatto con il liquido dell’alcol
  6. Lasciare agire per un periodo dalle 2 alle 4 ore al massimo (non oltre le 4 ore, perché i vapori dell’alcol potrebbero bagnare la mascherina e rovinarla).

(VIDEO-TUTORIAL DELLA FARMACISTA Dott.ssa Elena Pontarollo “SANITIZZAZIONE CON I VAPORI DELL’ACOL”)

 

RACCOMANDAZIONE!

Relativamente alle mascherine lavabili [ cat. (E) ] o monouso da sanitizzare [ cat. dalla (A1) alla (D) ] non vi è alcuna prova scientifica dell’ efficacia di queste operazioni, oltre al possibile rischio di venire in contatto con il virus o deteriorare la mascherina. Tuttavia, in considerazione della difficoltà di reperibilità o di costo accresciuto delle mascherine, sul web vi sono diversi tipi di istruzione su come sanitizzare, ma da considerare questi rimedi solo in via straordinaria. Le maschere Non Riutilizzabili hanno stampigliato sull’esterno il codice NR, quelle Riutilizzabili il codice R.

TECNICA DI VESTIZIONE/RIMOZIONE MASCHERINA DI PROTEZIONE

Per tutte le mascherine sopra descritte dalla (A) alle (E):

Vestizione mascherina

  • lavarsi in modo accurato le mani e, se possibile, usate il gel igienizzante (o equivalente)
  • afferrare gli elastici e passarli intorno alle orecchie (o allacciare i lacci sulla nuca), facendo attenzione a non toccare soprattutto la parte interna.
  • lavarsi nuovamente le mani e, se possibile, usate il gel igienizzante (o equivalente)

Rimozione mascherina

  • lavarsi in modo accurato le mani e, se possibile, usate il gel igienizzante (o equivalente)
  • tendere gli elastici dalle orecchie (o sciogliere i lacci dalla nuca) e rimuovere con attenzione la mascherina senza toccare soprattutto la parte interna, ma anche quella esterna
  • lavarsi nuovamente le mani e, se possibile, usate il gel igienizzante (o equivalente)
  • provvedere alla sanitizzazione o al lavaggio della mascherina, come indicato sopra, indossando un paio di guanti monouso
  • lasciare agire per 15 minuti circa e poi riporre in una bustina pulita o sanitizzata anch’essa

ULTIMA RACCOMANDAZIONE

E’ inutile sanitizzare o lavare mascherine rovinate in modo vistoso, meglio smaltirla chiudendola in una busta e gettandola nei rifiuti della raccolta indifferenziata.

Alessandro Speca Formatore B.L.S.D. di I.R.C. Comunità e Direttore di Corso


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