Pressione arteriosa, frequenza cardiaca e ossigenazione del sangue

Print Friendly, PDF & Email


rubrica a cura di Alessandro Speca

Governatore della Misericordia di Grottammare
Presidente della Conferenza Interregionale Misericordie Abruzzo Marche Molise
Formatore e Direttore di Corso B.L.S.D.di I.R.C. Comunità (Italian Resuscitation Council) linee guida ILCOR
Coordinatore regionale Centro di Formazione Misericordie Marche
Responsabile della Formazione alla Misericordia di Grottammare

Introduzione alla rubrica:

Questo spazio periodico si pone come obiettivo quello di fornire notizie e suggerimenti alla popolazione su eventuali azioni di Primo Soccorso sanitario al manifestarsi di specifiche patologie come infortuni domestici, stradali e situazionali generici, come eventi cardiologici, traumatologici e neurologici, come episodi da contatto con sostanze intossicanti, ustionanti e manifestazioni allergiche e come altri stati di necessità della salute. Sarà mio scrupolo esprimere tali consigli operativi con un linguaggio non tecnico ma facilmente comprensibile ai lettori. Mi avvarrò, a seconda dell’argomento trattato, della collaborazione di figure mediche, infermieristiche e di formatori sanitari e laici appropriati. A voi, gentili lettori, auguro un buon viaggio virtuale nel Primo Soccorso.

Per avere un quadro clinico generale di un individuo e valutarne criticità da emergenza sanitaria, diventa fondamentale rilevare tre parametri di diagnostica semplice: la pressione arteriosa, l’ossigenazione del sangue e la frequenza cardiaca.

Questi parametri non sono tuttavia completamente esaurienti del quadro clinico di un individuo, però sono rilevanti per stabilirne un’eventuale criticità in corso.

Il servizio di emergenza sanitaria 118 si avvale della rilevazione di questi parametri per un giudizio preliminare e per poter dare indicazioni all’equipaggio di ambulanza chiamato ad intervenire sul paziente, in modo particolare quando si tratta di un mezzo di soccorso senza medico a bordo o con solo volontari soccorritori, quindi con personale non idoneo a fare diagnosi ma solo con competenze di manovre di soccorso salvavita.

Cosa indicano questi valori?


PRESSIONE ARTERIOSA:

rileva eventuali stati ipertensivi (pressione alta) o ipotensivi (pressione bassa). Picchi di pressione molto alte possono portare fino all’ictus; pressioni molto basse possono portare alla lipotimia con conseguente capogiro o svenimento. La rilevazione della pressione arteriosa pertanto indica uno stato normale o critico dell’individuo. Eventi esterni possono influire negativamente sulla persona e gli effetti si potrebbero manifestare alterando l’equilibrio fisico patologico, rilevabile con la misurazione di questo parametro.
La pressione arteriosa consiste nella rilevazione della massima (sistolica) e della minima (diastolica).

I valori normali accettabili per la pressione massima sono in questo range: 110-140
Per la minima: 60-90

Tutti i valori che sono al di fuori di questi intervalli indicano piccole o grandi anomalie a volte episodiche, altre volte ricorrenti e in questi ultimi casi vengono trattate con terapie farmacologiche (sotto il controllo del cardiologo).

I momenti suggeriti per una misurazione della pressione arteriosa veritiera sono:
* al mattino prima di fare colazione
* prima di fare pranzo
* prima di fare cena.

Forme di stress mentale e fisico, il caldo, il freddo, l’aver consumato un pasto di recente, l’aver fumato tabacco, aver bevuto caffè o aver ingerito alcol, l’aver svolto un attività fisica o sportiva possono modificare sensibilmente i valori normali della pressione arteriosa che quindi deve essere misurata possibilmente a riposo e lontano dai sopracitati eventi.


OSSIGENAZIONE DEL SANGUE

L’ossigenazione del sangue, detta anche saturazione di ossigeno, è un indicatore del sangue che rappresenta la percentuale di emoglobina piena di ossigeno in relazione alla quantità totale di emoglobina presente nel sangue.
In condizioni normali, durante il passaggio dell’aria respirata che finisce nei polmoni, i globuli rossi ricchi di emoglobina saturano di ossigeno, il quale verrà poi condotto fino agli organi del corpo umano.

Detto in modo più semplice, il valore dell’ossigenazione del sangue indica l’efficacia dell’attività respiratoria e polmonare di ciascun individuo.

Attraverso strumentazioni semplici, chiamate saturimetri o pulsiossimetri, dotate di sensori per la lettura dei capillari, più frequentemente rilevati sui polpastrelli di un dito qualsiasi della mano, viene rilevata in valori percentuali l’ossigenazione del sangue.

Per i giovani e gli adulti i valori soddisfacenti vanno dal 95% in poi.
Dal 90% al 94% troviamo valori classici più di persone in età avanzata e comunque se fossero rilevati nell’adulto o nel giovane indicherebbero qualche criticità.
Ossigenazione del sangue inferiori al 90% indicano una percentuale di ossigeno del sangue insufficiente e potrebbero essere indicatori di situazioni critiche dell’individuo.
Le persone interessate da patologie polmonari importanti o croniche potrebbero avere un’ ossigenazione del sangue inferiore al 90% come loro saturazione abituale.
Avere il valore massimo del ossigenazione e cioè quello del 100% non sempre è indicatore di un’attività polmonare perfetta; potrebbe essere l’effetto di una iperventilazione dovuta per esempio a crisi ansiose.

C’è anche il caso delle persone che risiedono abitualmente in località di discreta altitudine e quindi con un’ ossigenazione del sangue un po’ più bassa rispetto alla media come valore abituale; poi quando si recano in bassa quota, misurando lo stesso valore questo risulta più alto: questo non deve essere motivo di preoccupazione virgola in quanto è una cosa normale visto che in altitudine l’aria progressivamente è più rarefatta e meno ricca di ossigeno.

Nel somministrare ossigeno a soggetti a cui risulta un ossigenazione del sangue insufficiente secondo i valori indicati sopra bisogna fare particolare attenzione. Non tutti i casi di percentuale di ossigeno del sangue bassa abbisognano di somministrazione di ossigeno medicale. L’ossigeno a tutti gli effetti è considerato un farmaco e il suo utilizzo va autorizzato e condiviso con il personale medico.

FREQUENZA CARDIACA
è la rilevazione dei battiti cardiaci o pulsazioni al minuto. Può indicare stati eventuali di tachicardia (battito veloce) o di bradicardia (battito lento).

I valori di battiti nella normalità vanno dai 60 ai 90/100. Si parla di tachicardia per valori progressivamente superiori a 100, si parla di bradicardia per valori inferiori alle 60 pulsazioni al minuto.

Sia la tachicardia che la bradicardia potrebbero indicare delle criticità patologiche in corso ad un malcapitato.

C’è da precisare che gli atleti, che hanno un fisico regolarmente ben allenato, hanno solitamente un ritmo del cuore lento, quindi bradicardico e la cosa è perfettamente da considerarsi normale.

A volte alcune forme di cardiopatia vengono curate con farmaci che riducono il ritmo del cuore, anche in questi casi rileveremo dei ritmi bradicardici.

La risultanza di questi valori (pressione arteriosa, ossigenazione del sangue e frequenza cardiaca) indica quindi lo stato generale psicofisico di una persona, che nel caso di eventuali criticità di salute del più diverso genere possono manifestare valori anomali su uno o anche su tutti e tre i tipi di rilevazione diagnostica.

A ciascuna persona è suggerito il possesso di queste strumentazioni che sono perlopiù di basso costo e acquistabili facilmente nelle sanitarie e nelle farmacie; si trovano peraltro anche attraverso i canali di internet:

* misuratore di pressione arteriosa a orecchio: sfigmomanometro e fonendoscopio

oppure

* misuratore elettronico della pressione arteriosa: solo sfigmomanometro con schermo digitale

* saturimetro o pulsiossimetro: misura contemporaneamente l’ossigenazione del sangue e la frequenza cardiaca attraverso una lettura dei capillari

È suggerito il controllo quotidiano di questi valori, monitorando giorno dopo giorno i dati che ne scaturiscono e che sono da condividere poi con il proprio medico di fiducia.
Per chi non dovesse disporre di queste strumentazioni, può ugualmente usufruire del servizio anche nelle farmacie, oltre che negli ambulatori dei propri medici di base.

Proprio nel nostro territorio, esattamente nelle strutture ricettive balneari e alberghiere del lungomare di Grottammare, dallo scorso anno in modo sperimentale e anche in questa edizione estiva 2019, un volontario soccorritore di emergenza sanitaria della Misericordia di Grottammare, di presidio sui 4 km del lungomare di Grottammare per la cardioprotezione delle spiagge, muovendosi su di un quad equipaggiato con defibrillatore semiautomatico , bombola di ossigeno e zaino di soccorso, visita secondo un calendario giornaliero chalet e alberghi mettendosi a disposizione dei turisti, dei residenti che frequentano le spiagge e anche del personale lavorativo delle strutture ricettive, per misurare questi parametri vitali.

Il servizio è motivo di grande apprezzamento per il monitoraggio che quest’ azione di volontariato dà ai villeggianti e alla gente del luogo, che si sente tutelata da queste piccole ma importanti attenzioni sanitarie e che è disponibile a risalire dai propri ombrelloni e lettini al mare per sottoporsi a questa diagnostica semplice che si svolge all’interno degli chalet e delle reception degli hotels (in 8 ore giornaliere di servizio l’operatore sanitario del quad rileva pressioni, ossigenazioni e frequenze cardiache da un numero di 70 fino ad un centinaio al giorno).


CONDIVIDI