Gli asparagi, ottimi per combattere la ritenzione idrica

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DOTT.SSA
Maria Lucia Gaetani
Biologa Nutrizionista
Via Solferino angolo piazza Ancona
San Benedetto del Tronto
Telefono 338.2482488
Sito web: www.nutrizionistagaetani.it

Gli asparagi appartengono alla famiglia delle Asparagacee considerata da molti autori una sottofamiglia  delle Liliacee, la stessa dell’aglio; sono stati sempre molto usati prima come pianta medicinale e poi alimentare.

Una delle prime citazioni dell’asparago è da attribuire a Plinio il Vecchio nel suo libro “Naturalis Historia” (79 a.C.), mentre Columella, nel Libro “De re Rustica”, ne descrive la tecnica di coltivazione. Probabilmente i romani conobbero l’asparago dai greci e questi dagli orientali. Tale teoria è sostenuta dall’interpretazione della parola asparago: dal greco aspharagos e dal persiano asparag, ossia germoglio, getto. La grande notorietà di questi germogli è però merito del primo ministro prussiano Bismark che li gustava con le uova al burro. La nostra tradizione culinaria li preferisce lessati e conditi con olio e sale oppure gratinati o impiegati per frittate, zuppe, creme e risotti.

La cottura al vapore è migliore per mantenere inalterato l’aroma e ridurre la perdita d’elementi nutritivi.

La parte commestibile della pianta è il “turione”
Gli asparagi sono una eccellente fonte di vitamina k, essenziale per la coagulazione del sangue; forniscono una buona dose di fibre e vitamine A,B, C ed E, di  sali minerali, ed oligoelementi essenziali per il funzionamento cardiaco e per il sistema nervoso; esercitano una forte attività diuretica dato l’elevato rapporto Potassio / Azoto  e per l’asparagina di cui sono ricchi.

I carotenoidi contenuti negli asparagi hanno un’azione antiossidante e protettiva della pelle e delle mucose, inoltre stimolano un buon funzionamento del fegato.

Gli asparagi selvatici, molto più sottili di quelli coltivati, crescono prevalentemente nei boschi e nei pascoli. Hanno un colore verde scuro ed hanno un sapore più deciso che li rende l’ingrediente ideale per risotti e frittate. 

Sono poco calorici (25 Kcal circa per 100 gr) ed hanno un elevato indice di sazietà, dunque consigliati a chi ha problemi di peso e di ritensione idrica.

Sono invece sconsigliati a chi ha problemi di gotta, calcolosi renale, prostatite e alcune malattie osteoarticolari a causa dell’elevato apporto di acido ossalico.

Sono caratteristici della stagione primaverile (da marzo a giugno); per l’acquisto, optate per i gambi dritti, verdi dal colore vivace, rigidi con un minimo di gambo bianco, le punte compatte ed integre, la polpa soda e croccante. Compratene piccole quantita’: anche se gli asparagi durano  per una settimana circa, il loro sapore e’ migliore se consumati entro 1 o 2 giorni.
Conservate a 2-4 gradi C con un’umidita’ di circa il 95%. Gli asparagi hanno infatti un alto contenuto di acqua e la perderebbero facilmente se tenuti in un ambiente asciutto.

Conservateli con le estremita’ (gambi) in tovaglioli bagnati per mantenere l’umidità ed evitare la disidratazione.

La tradizione mediterranea preferisce asparagi verdi mentre nell’Europa del Nord e anche nel Veneto domina la preferenza per i turioni bianchi. L’assenza di colorazione deriva dal particolare metodo di coltivazione della pianta, che assicura un sapore più delicato: l’asparago bianco, preferito in Veneto e Friuli, è raccolto quando ancora si trova sotto il cumulo di terra mentre i verdi vengono raccolti quando i germogli sono usciti dal terreno e il sole ha contribuito a infondere un sapore più deciso.

Il caratteristico odore dell’urina, dopo averne mangiato, è determinato dalla produzione di sostanze sulfuree derivati dal catabolismo di alcuni aminoacidi. Ma considerando i numerosi benefici derivanti dal loro consumo, non facciamoci scoraggiare da un odore poco gradevole.

RICETTA FACILE E VELOCE:

Asparagi all’arancia
Ingredienti per 4 persone
6 etti di asparagi
1 cucchiaio di zucchero integrale
4 arance biologiche
60 gr di burro
Sale q.b.

Lessa gli asparagi preferibilmente nell’apposito pentolino in acqua salata per circa 8-10 minuti con l’aggiunta dello zucchero (ricorda che le punte cuociono prima).

Scola gli asparagi e disponili in un piatto di portata con le punte al centro. Irrora con succo di 2 arance e cospargi con burro prima sciolto in una pentolina.

Guarnisci con le altre 2 arance, un po’ a fette ed un po’ grattugiate.

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