La defibrillazione precoce: B.L.S.D.

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rubrica a cura di Alessandro Speca

Governatore della Misericordia di Grottammare
Presidente della Conferenza Interregionale Misericordie Abruzzo Marche Molise
Formatore e Direttore di Corso B.L.S.D.di I.R.C. Comunità (Italian Resuscitation Council) linee guida ILCOR
Coordinatore regionale Centro di Formazione Misericordie Marche
Responsabile della Formazione alla Misericordia di Grottammare

Introduzione alla rubrica:

Questo spazio periodico si pone come obiettivo quello di fornire notizie e suggerimenti alla popolazione su eventuali azioni di Primo Soccorso sanitario al manifestarsi di specifiche patologie come infortuni domestici, stradali e situazionali generici, come eventi cardiologici, traumatologici e neurologici, come episodi da contatto con sostanze intossicanti, ustionanti e manifestazioni allergiche e come altri stati di necessità della salute. Sarà mio scrupolo esprimere tali consigli operativi con un linguaggio non tecnico ma facilmente comprensibile ai lettori. Mi avvarrò, a seconda dell’argomento trattato, della collaborazione di figure mediche, infermieristiche e di formatori sanitari e laici appropriati. A voi, gentili lettori, auguro un buon viaggio virtuale nel Primo Soccorso.

La volta scorsa abbiamo parlato della morte cardiaca improvvisa e del successivo intervento che può essere svolto da una persona qualunque, anche senza aver fatto una formazione specifica: il B.L.S. (Basic Life Support) che comprende la R.C.P. (Rianimazione cardio-polmonare).

Oggi ci riallacciamo al B.L.S. introducendo la Defibrillazione Precoce, che lo completa aggiungendo una “D”: B.L.S.D. (Basic Life Support Defibrillation).

Informiamo che il B.L.S.D. può essere praticato solo da coloro che hanno superato un Corso apposito (di 5 ore per laici della Comunità e di 8 ore per sanitari o personale di soccorso) e che sono stati ufficialmente autorizzati all’uso del D.A.E. (Defibrillatore semi-automatico).

Ripercorriamo ora insieme le fasi che precedono la messa a disposizione di un D.A.E., che potrebbe essere ubicato in una location non vicina.

 

VEDIAMO UN UOMO RIVERSO A TERRA. COSA POSSIAMO FARE ? IL B.L.S. (Basic Life Support = manovre di vita di base)

– Valuto se l’ambiente è in sicurezza: mi guardo intorno per vedere se ci sono rischi che possano interferire con il soccorso che sto per iniziare (fuoco, pavimento bagnato, fili elettrici scoperti, intemperie meteorologiche, sostanze tossiche etc.); qualora ci fossero, questi rischi vanno eliminati prima di iniziare ogni intervento sul malcapitato

– Mi inginocchio all’altezza del torace del paziente, controllando se è adagiato su un piano rigido (per es. se è sul letto di casa, fare un massaggio cardiaco in quel punto sarebbe inefficace e pertanto bisogna metterlo per terra con le dovute precauzioni) e valuto se è cosciente scuotendolo dalle spalle e chiamandolo ad alta voce ” SIGNORE….SIGNORE !!! ” – il paziente non risponde


– Se noto qualche altra persona nelle vicinanze gli chiedo aiuto ” TU AIUTAMI !!! ”

– A questo punto metto il corpo in posizione supina allineando le braccia lungo i fianchi e poi gli scopro il torace completamente

– Mi occupo quindi dell’apertura delle vie aeree (garantendole pervie), prima dando un’occhiata rapida al cavo orale (rimuovendo protesi, dentiere, cibo nelle primissime vie aeree), poi mettendo due dita sotto al suo mento e l’altra nostra mano sulla fronte tirando indietro (le vie aeree saranno iperestese e cioè aperte al massimo e la lingua non occluderà le vie respiratorie); questa tecnica non è da utilizzare per pazienti che hanno subito traumi, soprattutto alla testa o in zona cervicale (per chi è abilitato a farla, in questo caso è consigliata la sublussazione della mandibola, manovra più adatta al personale sanitario)

– Mantenendo l’iperestensione del capo, avvicino il mio orecchio alla bocca del malcapitato, con il mio sguardo rivolto sul suo torace, svolgendo la manovra detta G.A.S. (Guardo se il torace si espande, Ascolto il rumore del respiro, Sento se arriva sull’orecchio l’aria espirata dal paziente) contando 10 secondi; se in questo lasso di tempo rileviamo non più di due atti respiratori, o un gasping (respiro agonico insufficiente) o peggio nessuna attività, a questo punto dedurrò un’attività respiratoria insufficiente

– Mi rivolgo al mio aiutante e gli dirò ” AVVISA IL 118 CHE IL PAZIENTE E’ IN ARRESTO. VEDI SE C’E’ UN D.A.E. NELLE VICINANZE !!! ” (il D.A.E. è il Defibrillatore Automatico o Semiautomatico Esterno)

– Mentre l’aiutante svolge queste mansioni, io intanto comincio l’attività rianimatoria R.C.P. 

– Appoggio il calcagno della mia mano al centro del torace del paziente (a metà di una linea immaginaria tra i due capezzoli) e vi sovrappongo il calcagno dell’altra mano, mantenendo le braccia tese e formando esattamente un angolo retto (90°) tra le mie braccia e il torace del malcapitato

– A questo punto, svolgo la R.C.P. (Rianimazione Cardio-Polmonare) e cioè il massaggio cardiaco, abbassando per 30 volte lo sterno del paziente di circa 5 cm e rilasciando per la stessa misura (doserò la forza di compressione in base alla corpulenza del soggetto avente bisogno per minimizzare l’eventuale rottura di alcune costole); la velocità deve essere di circa 100 compressioni al minuto: né troppo lente (funzione di pompa del cuore poco efficace), né troppo veloci (dopo la compressione non rilascerei a sufficienza per far rigonfiare il cuore di sangue); il movimento di compressione va suscitato dai nostri fianchi e non dalle braccia (che devono restare sempre tese) anche per stancarsi meno

– Terminate le 30 compressioni toraciche, mi occupo della respirazione artificiale (bocca a bocca o bocca-maschera per chi ne è provvisto): porto nuovamente in iperestensione il capo con due dita sotto al mento e la pianta dell’altra mano sulla fronte, tirando indietro la testa (il paziente non ha traumi e quindi posso farlo) aprendo al massimo le vie aeree, quindi con la mano che è appoggiata sulla fronte del paziente con indice e pollice gli chiudo le narici, prendo il bel respiro, poi cingo con la mia bocca completamente la sua bocca (precauzionalmente uso un fazzoletto o una garza sovrapponendoli tra la mia e la sua bocca) e immetto la mia aria nella sua bocca; quindi girando la mia testa verso il torace riprendo un altro bel respiro (questo per evitare di riprendere l’aria espulsa dal paziente dopo la prima inalazione che sarà molto povera di ossigeno) e allo stesso modo insufflo per la seconda volta

– Poi riprendo a massaggiare per 30 volte e di nuovo a ventilare per 2 volte (vado avanti quindi con cicli di 30 – 2) e così via fino alla ricomparsa di segni vitali, o fino al reperimento di un D.A.E. (Defibrillatore semiautomatico) che utilizzeremo solo se abilitati all’uso, oppure fino all’arrivo di un’ équipe sanitaria, o fino al mio esaurimento fisico e nel limite massimo della mia resistenza.

Il mio aiutante è riuscito a reperire un D.A.E.

Ha inizio il B.L.S.D. e la Defibrillazione Precoce

Il soccorritore che stava compiendo i cicli di 30 massaggi cardiaci alternati alle 2 respirazioni bocca-bocca, interrompe l’azione all’arrivo del D.A.E.

  1. lo accende(tasto ON/OFF), B) sistema le due piastre adesive sul torace del pazienteC) inserisce il connettore (lo spinotto) nell’apposito ingresso sul D.A.E. e in conseguenza il D.A.E. va in analisi del ritmo cardiaco.

 

Prima di andare avanti, ricordiamo che le piastre adesive vanno sistemate in uno di queste modalità:

[1] sotto la clavicola destra + sotto l’ascella sinistra (modalità più diffusa);

[2] antero-posteriori (cioè al centro del torace + al centro sulla schiena tra le 2 scapole): modalità praticabile in modo agevole solo per neonati e bambini, poco praticata sugli adulti.

[3] entrambe sotto le due ascelle;

Nella borsa che contiene il D.A.E. troverete un telo o garze per asciugare il sudore e un rasoio per depilazione da usare nei punti dove le piastre adesive devono trovare aderenza.

Tornando quindi alla procedura (C), il D.A.E. inizia l’analisi del ritmo cardiaco.

A quale scopo ? Il D.A.E. rileva un’eventuale fibrillazione del cuore o meno.

E’ rilevante saperlo ? Certo: se il cuore fibrilla, sarà consigliata la scarica elettrica e quindi la defibrillazione; se il cuore è invece fermo il D.A.E. consiglierà al soccorritore di continuare con la R.C.P. (i cicli di 30 massaggi e 2 ventilazioni).

SICUREZZA: ” ALLONTANARSI, VIA IO-VIA TU-VIA TUTTI !!! “ – durante l’analisi del ritmo cardiaco il soccorritore deve garantire la sicurezza, facendo allontanare tutti i presenti e allontanando anche se stesso, pur mantenendo il dito puntato sul pulsante di scarica elettrica.

IL D.A.E. CONSIGLIA DI EROGARE LO SHOCK ELETTRICO – continuare a fare la sicurezza e al momento in cui il D.A.E. dice PREMERE PER SHOCK a questo il soccorritore spinge il tasto ed eroga la scarica elettrica al paziente.

2 minuti di R.C.P.: praticare 30 massaggi e 2 respirazioni per 2 minuti fino a quando il D.A.E. non tornerà nuovamente a fare l’analisi del ritmo cardiaco

Si procede così con questo canovaccio fino alla ripresa delle funzioni vitali, fino all’arrivo dell’ambulanza o del personale sanitario o fino allo sfinimento fisico del soccorritore.

Cosa accade se durante la manovra rianimatoria vedo un’attività fisica del malcapitato (muove un braccio o una gamba o si lamenta) ?

Interrompo i cicli rianimatori e rifaccio la manovra G.A.S. (Guardo se il torace si espande, Ascolto il rumore del respiro, Sento se mia arriva l’aria espirata dal paziente sul mio orecchio) per 10 secondi

caso di ritmo cardiaco presente, ma nessuna attività respiratoria – VENTILO 1 VOLTA OGNI 6 SECONDI PER UN TOTALE DI 10 VENTILAZIONI – POI RIFACCIO ANCORA LA MANOVRA G.A.S.


caso della ripresa anche della respirazione – VALUTO LA COSCIENZA SCUOTENDO IL PAZIENTE DALLE SPALLE ” SIGNORE… SIGNORE !!! “

 

 caso di paziente non cosciente – METTO IL PAZIENTE NELLA “POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA”, postura di equilibrio che consente all’eventuale vomito di fuoriuscire comodamente dalla bocca senza soffocare il malcapitato e permette anche la verifica periodica delle sue funzioni vitali

caso di paziente in stato di coscienza – GLI DO CONFORTO.

La società odierna, consapevole della possibilità reale di salvare vite, sta puntando molto sulla diffusione dei D.A.E. su tutto il territorio nazionale, nei centri sportivi (obbligatorio), nei centri commerciali, nei bar e nelle piazze di comuni grandi e piccoli, promuovendo la cultura della cardio-protezione. Stanno proliferando notevolmente i Corsi di B.L.S.D., rivolti, oltre che al personale sanitario, anche a persone comuni (i laici) con una semplificazione delle manovre, che tuttavia risultano comunque di grande efficacia davanti ai casi di morte improvvisa.

Seguendo questa scia, suggeriamo a tutti di formarsi e di allenarsi alla pratiche rianimatorie e salva-vita: un “ritorno alla vita”, il bene più prezioso, potrebbe dipendere anche da noi.

Ci ritroveremo al prossimo appuntamento con la salute. Un caro saluto a tutti.

Alessandro Speca Formatore B.L.S.D. di I.R.C. Comunità e Direttore di Corso

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