Utic, è di nuovo allarme: “Il servizio verrà sospeso dal 24 agosto. Una follia, pronti ad andare in Procura””

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Scoppia di nuovo il caso dell’Utic di San Benedetto del Tronto.

“Secondo una mail del 15 luglio a firma della dottoressa Diana Sansoni il servizio di terapia intensiva – cardiologia riabilitativa verrà sospeso dal 24 agosto al primo settembre”, denunciano Giorgio De Vecchis, Marco Curzi e Rosaria Falco. “Lo stesso periodo per il quale, a fine luglio, lanciammo l’allarme, poi rientrato, di chiusura notturna per assenza di personale medico”. I motivi sarebbero legati a lavori di adeguamento in corso, con trasporto di tutti i pazienti all’ospedale di Ascoli Piceno e trasformazione della guardia notturna in pronta disponibilità, mentre una comunicazione del dottor Maurizio Parato avviserebbe che dal 2 settembre “stante la presenza di un solo medico al mattino, saranno utilizzate solo le stanze di degenza 1,2,3,4 + la terapia intensiva”.

La DGR 1695/2018 individua la “Rete Telematica per la Gestione delle Sindromi Coronariche Acute della Regione Marche” e  elenca i centri di lettura secondari degli elettrocardiogrammi.

Proseguono i tre consiglieri comunali: “E’ una follia e se vanno avanti con questa scelta siamo pronti ad andare  in Procura. La scelta non può che ricadere sullo specialista cardiologo che, per competenze e specificità professionali, è chiaramente il soggetto più indicato nell’apportare un efficace contributo decisionale al medico del 118. Vengono quindi identificati i centri di lettura dei tracciati trasmessi dal territorio, che devono necessariamente essere dotati di specialisti cardiologi in guardia attiva h24, per consentire di dare riscontri e risposte in qualsiasi momento alle richieste di consulenza provenienti dai medici delle POTES operativi sul territorio. La scelta non può che ricadere, per gli Hub (centro primario di cardiologia) sulle UTIC dotate, nella medesima struttura, di un servizio di emodinamica. Agli Hub primari si affiancano poi diversi centri Spoke (centro secondario di cardiologia), che sono i Pronto Soccorsi Utic dei DEA (dipartimento Emergenza Accettazione) di primo livello, ove poter dirottare i pazienti, provenienti dal territorio, che presentino un quadro clinico tale da non richiedere l’immediato trattamento interventistico emodinamico. Ne consegue che anche i centri Spoke, tra cui risulta chiaramente l’ospedale di San Benedetto del Tronto, debbano essere in grado di poter ricevere e leggere i tracciati per un primo approccio diagnostico al caso clinico in arrivo dal territorio per 24 ore su 24”.

“Da tale DGR risulta quindi che nell’ospedale Madonna del Soccorso viene individuato un centro Spoke con Utic-PS propria degli ospedali di primo livello, mentre la determina ASUR n. 481 del luglio 2016, “Ridefinizione dell’assetto organizzativo aziendale”, afferma la presenza nell’AV5 dell’UTIC, senza specificare se nello stabilimento di AP o di SBT o in entrambi. Si individua inoltre presso il Madonna del Soccorso un “Dipartimento emergenze AV5 – UOC Cardiologia ad indirizzo riabilitativo”. L’inserimento di questa struttura nel dipartimento di emergenza è totalmente in contrasto però con le indicazioni nazionali degli esperti, i quali affermano che la Cardiologia riabilitativa fa parte del Dipartimento di Malattie Cardiovascolari. Nella determina comunque non viene specificato che nell’AV5 ci sia una sola UTIC, e la delibera della Giunta Regionale n. 1695/18, di valore sovraordinato alle determine dirigenziali, è dirimente sulla presenza dell’UTIC anche nel nostro ospedale. Relativamente all’operatività di tale servizio, va detto che la nostra UTIC ha effettuato, nel periodo tra il 1 gennaio 2018 ed il 31 maggio 2019, 970 ricoveri (compresi 151 impianti di pacemaker) con DGR che il ministero della Sanità considera esclusivi dell’UTIC, per un valore economico totale di € 3.287.997. Ha quindi una media di 13 ricoveri alla settimana con soli 3 posti letto, che significa un utilizzo di posti letto prossimo al 100%. Dispone inoltre di un EP lab (laboratorio di Elettro Fisiologia) per impianti di pacemaker, mentre in realtà nella Cardiologia Riabilitativa non si attuano impianti di pacemaker”.

“Dai dati mostrati appare ancor più incomprensibile quanto accaduto pochi giorni fa, quando il Direttore sanitario dell’AV5 ha inviato un ordine di servizio che prevedeva la mancanza del medico di notte, disponibile in reperibilità al proprio domicilio (considerate che il tempo di attesa previsto può arrivare, per legge, massimo a 25 minuti). Se per la DGR 1695/18 deve essere presente un medico per la lettura immediata dell’ECG in urgenza, non è assolutamente possibile che lo stesso possa essere mancante in reparto.  Questo è chiaramente un ennesimo tentativo per smantellare, in silenzio e poco alla volta, anche questo prezioso servizio del nostro nosocomio, considerando che nessun reparto è stato chiuso finora a causa dei lavori di adeguamento, e che ciò sarebbe in contrasto con la legge, che prevede che ove vi sia la maggiore concentrazione di malattie cardiovascolari (come accade nel bacino di utenza dell’ospedale di San Benedetto), lì vada individuato sul territorio l’UTIC di riferimento. Senza considerare i pericoli a cui sono esposti i pazienti a seguito dell’insensata decisione di trasferire tutte le criticità ad Ascoli, magari da Cupra o Pedaso. È importantissimo sottolineare anche la criticità emersa, per cui il personale medico, progressivamente ridotto e non sostituito (da 9 medici siamo arrivati a 4), va assolutamente reintegrato in modo tempestivo, onde non ricadere in pericolosi disservizi ed in una situazione di grave contrarietà alla legge”.

Concludono: “Si può aggiungere che il dottor Persico, nell’intervista rilasciata il 29 novembre 2018, parla di 18 posti letto + 4 di terapia intensiva. Ma nella dotazione di p.l. dell’8 agosto 2019 si parla di 9 + 3 p.l., 10 p.l. in meno. Magari sono una parte di quei 49 posti letto tolti per “lavori di ristrutturazione” di cui parla la dottoressa Sansoni. In definitiva, svolgendo attività possibili solo e obbligatoriamente in una UTIC, in quanto diversamente si opererebbe al di fuori della legge, il servizio presente nel nostro ospedale è a tutti gli effetti un servizio per acuti h24. Di conseguenza, si possono ravvisare tutti gli estremi, se il programma prospettato verrà portato a compimento e se non saranno presi nell’immediatezza tutti i provvedimenti necessari, per sottoporre la gravissima questione alla Procura della Repubblica quantomeno per interruzione di pubblico servizio, sempre se non si verifichino medio tempore illeciti ancor peggiori”.

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