Urbanistica, Pd: “C’è ancora bisogno di nuovi appartamenti? Si pensi piuttosto alle case popolari”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sulla vicenda delle varianti urbanistiche interviene anche il Pd. “L’amministrazione è intenzionata a non ascoltare le proteste dei residenti come aveva già fatto con la vendita della scuola Curzi”, contesta il commissario Pier Giorgio Giorgi. « In quell’occasione i residenti raccolsero le firme per bloccare la realizzazione di ulteriori appartamenti in una zona ad alta intensità abitativa dove non si respira più. Adesso è la volta dell’ex Remer nella zona Sentina, della discussa Areamare tra via Mare e Via del Cacciatore e dell’area San Pio X nota come variante Nidis. Ovviamente l’ostinazione di Piunti e del suo assessore ai lavori pubblici di portare avanti questo scempio non trova d’accordo il Partito Democratico che si unisce al coro di proteste dei comitati di quartiere invitando la cittadinanza a far sentire la propria voce giovedì quando le varianti arriveranno in giunta”.

Secondo Giorgi le decisioni di Piunti avranno ripercussioni in ambito sociale e turistico: “Areamare va a penalizzare una zona ad alta densità abitativa come quella di Porto d’Ascoli soffocandola con decine di nuovi appartamenti e rendendola ancor più trafficata con un beneficio pubblico in termini di standard discutibile visto il progetto. Per quanto riguarda la variante Nidis invece, a nostro avviso è sbagliato costruire in quel lotto di terra tenuto conto del fatto che a due passi è già stato approvato un piano particolareggiato di 120.000 metri quadrati con un beneficio pubblico in termini di standard di ben 54.000 metri quadrati. Sarebbe sufficiente rilevare quei terreni dall’impresa in difficoltà per poter costruire. Certamente non è compito del Pd suggerire scelte imprenditoriali alle ditte di costruzione, ma anche in questo caso siamo  preoccupati per la cementificazione di un bel quartiere come San Pio X. L’area Brancadoro ha da sempre una vocazione sportiva e siamo ancora convinti che quella deve continuare ad essere la sua destinazione”.

Insiste il dem: “Il nuovo piano particolareggiato dell’area Remer rappresenta il tipico esempio in cui l’interesse privato prevale su quello pubblico. Per qualche milione in più nelle casse comunali e soprattutto per un maggior valore degli appartamenti per la Saxa si sacrifica il bene comune in questo caso costituito dai dodici appartamenti destinati nel precedente piano  all’edilizia popolare. La cosa assolutamente vergognosa è che dei tre milioni che il Comune incasserà solamente un milione, un’inezia, verrà destinato ad interventi in favore di chi ha difficoltà a trovare casa.

Giorgi si domanda se ci sia ancora la necessità di costruire appartamenti in città. “Se c’è una domanda abitativa è quella riguardante le case popolari, ma viene puntualmente disattesa dalla destra nonostante vi sia una fila chilometrica di richiedenti e vi siano persone che dormono per strada. Il Pd avverte il dovere morale di rispondere a questa emergenza sociale. La soluzione può venire da un’azione congiunta da realizzarsi attraverso tre iniziative: la ripartenza dell’edilizia sociale, il sostegno agli affitti da parte dell’amministrazione comunale e il cohousing sociale, un esperimento che in altre parti ha dato risultati apprezzabili. Al consumo di nuovo suolo pubblico preferiamo un serio progetto di rigenerazione urbana che parta dalla conservazione e dalla tutela dell’esistente. Con questo non vogliamo chiudere la porta in faccia ai costruttori. Siamo consapevoli del fatto che l’edilizia sia ancora un settore importante, ma va ripensata la tipologia degli interventi. I nostri concittadini devono sapere che con noi al governo della città il bene comune e l’interesse pubblico verranno sempre prima di quello privato”.


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