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Tribunali, Urbinati e Celani chiedono di interrompere la riforma delle procedure fallimentari

In considerazione della situazione post sisma
Pubblicato il 30 Gennaio 2018

ANCONA – Riforma delle procedure concorsuali, della crisi di impresa e dell’insolvenza, in una risoluzione a firma del capogruppo Fabio Urbinati e del vice presidente dell’aula Piero Celani, il Consiglio regionale chiede al ministero di Grazia e Giustizia lo stop della riorganizzazione delle competenze dei Tribunali territoriali, in materia fallimentare. Nello specifico il documento, approvato oggi all’unanimità, impegna il presidente della Giunta, Luca Ceriscioli, ad avviare rapidamente un confronto con il Governo affinché possano essere illustrate le chiare, determinate ed oggettive motivazioni che sono alla base della richiesta di mantenere inalterati i criteri di attribuzione delle competenze fallimentari ai Tribunali marchigiani esistenti.

La riforma in merito avviata dal Parlamento prevede che i Tribunali che non hanno sezioni specializzate in materia d’impresa vengano privati delle loro funzioni fallimentari, attribuendole all’esclusiva competenza del Tribunale delle imprese istituito nelle sedi di Corti d’Appello regionali, nel caso delle Marche, Ancona. «La ratio della riforma è uniformare le sentenze nei casi di crisi di impresa, il che è senz’altro un aspetto positivo, considerando che anche nelle Marche non è raro che casi simili abbiano ricevuto verdetti molto diversi a seconda del territorio in cui venivano svolte le procedure concorsuali – precisa Urbinati –, ma non possiamo non tenere conto della situazione particolare in cui si trovano le Marche, soprattutto nei territori a sud che hanno subito il sisma. Una situazione – sottolinea Urbinati – che influisce molto non solo sulle imprese, ma anche sui professionisti che già stanno subendo le difficoltà dei traslochi dai loro studi dichiarati inagibili e che ora potrebbero dover affrontare chilometri per andare nel capoluogo per ogni minima questione, con evidenti riflessi negativi di tipo logistico, organizzativo ed economico. È stato l’intero territorio regionale a chiedere un’azione della Regione in questo senso, nonostante resti l’esigenza di una maggiore uniformità di giudizio».

Tra le istanze degli ordini professionali e dei rappresentanti del settore imprenditoriale accolte dalla risoluzione, quella di aprire un confronto tra ministro di Grazia e Giustizia e categorie – nel caso la riforma non possa essere arrestata -, affinché questi intervenga per l’adozione di protocolli di intesa con le neocostituenti sezione specializzate presso i Tribunali distrettuali che garantiscano la creazione di albi regionali di professionisti e la rotazione degli incarichi tenendo in considerazione la sede dell’impresa.
La risoluzione impegna infine il presidente della Regione ad illustrare e documentare, agli organi nazionali competenti, le gravi difficoltà economiche che attanagliano le imprese marchigiane ubicate nelle aree colpite dalla crisi sismica iniziata nell’agosto del 2017 e a coinvolgere in tutti i confronti in materia i rappresentanti degli ordini professionali (avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, geometri), delle organizzazioni datoriali nonché delle forze sociali.

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