“Sullo stadio decisioni prese con delirio di onnipotenza”. Capriotti duro con l’amministrazione: “Buoni a nulla ma capaci di tutto”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ di “delirio di onnipotenza” che il consigliere di opposizione Tonino Capriotti parla riferendosi alla vicenda dello stadio e della mancata emanazione del bando che ha portato all’affidamento diretto alla Sambenedettese. Lo fa alludendo al modus operandi dell’amministrazione che da un lato ha regolarmente effettuato tutto l’iter per un aspetto più piccolo, come il “Pino Bar” e dall’altro non ha fatto la stessa cosa per il Riviera delle Palme.

“Il problema – spiega – non è più lo stadio ma la gestione dei beni pubblici. Dovremmo essere ancora in uno stato di diritto ed una buona Amministrazione dovrebbe applicare le norme in modo equo. Invece assistiamo ad una specie di delirio di onnipotenza, dove situazioni analoghe vengono trattate secondo il “faccio come mi pare”. E così mentre nei confronti dei beni del comune più piccoli, il “Pino bar” ad esempio, parte un bando pubblico, riguardo a strutture più importanti e più difficili da gestire come il Riviera, questa Amministrazione si impantana inanellando una serie di proroghe e rinvii da far tremare i polsi anche ai più audaci”.

Capriotti cita proroghe e rinvii: “E una serie di solleciti andati a vuoto dopo i quali qualcuno decide l’ennesima proroga – afferma -. Viene addirittura convocata a sorpresa la conferenza dei Capigruppo; e come al solito non si sa chi lo ha deciso, per politicizzare una decisione amministrativa apparsa ai più sbagliata. Invece di revocare in autotutela la proroga della gestione concessa alla Samb ed assumerla in capo al sindaco, cosa del tutto normale e nemmeno troppo costosa, si decide di buttarla in “cagnara” cercando di far apparire la minoranza nemica della Samb. Cioè, chi chiede al comune di rispettare la legge sarebbe contro la Samb: ennesima assurdità di pseudo amministratori guidati da personaggi che in genere si trincerano dietro ad alcuni kamikaze senza pudore. Ecco allora il richiamo al grande Leo Longanesi che trattando con personaggi della prima metà del 1900 li definì “Buoni a nulla ma capaci di tutto”. Ai nostri dico “Ormai la misura è colma”.

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