Stop cemento, nasce un comitato: “Fermiamo il consumo di suolo, rigeneriamo la città”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è costituito a San Benedetto il comitato “Fermiamo il Consumo di suolo, Rigeneriamo la città”. “A dare vita al coordinamento – scrivono i promotori – un gruppo formato da cittadini che hanno a cuore la preservazione e la tutela del paesaggio e dell’ecosistema della nostra città, messi a rischio, se non ormai definitivamente pregiudicati, da uno sviluppo edilizio incontrollato e da politiche urbanistiche prive di qualsiasi logica e visione del futuro”.
Tra i tanti firmatari compaiono, tra gli altri, l’ex assessore Luca Spadoni, Daniele Primavera, Giorgio Mancini, la segretaria di Articolo Uno Stefania Spacca e Matteo Cicconi, responsabile locale di Rifondazione Comunista.

“In italia purtroppo il consumo di suolo continua a crescere. Le nuove coperture artificiali nel 2018 hanno riguardato altri 51 chilometri quadrati di territorio, ovvero, in media, circa 14 ettari al giorno. Una velocità di trasformazione che causa la perdita irreversibile di poco meno di 2 metri quadrati di suolo ogni secondo. San Benedetto è la città marchigiana che ha il più alto tasso di consumo di suolo, 37,63% a fronte di una media regionale del 7,24%, avendo oltretutto la densità di popolazione più alta di tutta la regione con 1864 abitanti per chilometro quadrato”.

Come primo atto il comitato proporrà a tutti i consiglieri comunali di presentare ed approvare una mozione che impegni l’amministrazione comunale su diversi temi, come il riuso e la rigenerazione del patrimonio edilizio esistente o l’adozione di specifiche varianti urbanistiche “finalizzate ad eliminare le previsioni di edificabilità ancora esistenti che comportino consumo di suolo in aree verdi.

Chiara ed inevitabile la bocciatura delle varianti urbanistiche: “In questo senso appaiono inaccettabili, così come ogni altro intervento che comporti il pregiudizio delle poche aree verdi libere da edificazione ancora rimaste in città. Inoltre è urgente una riflessione sul piano casa regionale e su misure simili di premialità volumetrica che in questi anni hanno comportato un notevole aumento del consumo di suolo”.


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