Stadio, ora la Decasol può chiedere i danni

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SAN BENEDETTO – La denuncia arriva da Daniele Primavera e, se confermata, rappresenterebbe l’ennesimo, e probabilmente il più controverso, capitolo di una vicenda che non si è ancora capito bene dove debba andare a finire.

In sostanza, il 24 agosto, il dirigente Germano Polidori, avrebbe firmato ed inviato alla Decasol una lettera nella quale il Comune comunicava l’avvio della procedura di annullamento della voltura della concessione edilizia per la copertura dello stadio all’azienda.

Un controsenso, secondo Primavera, considerato il fatto che la voltura era stata firmata proprio dal Comune. E qui la storia, tanto per cambiare diventa complicata. “In pratica – afferma l’esponente di Rifondazione – la concessione edilizia era stata data alla Sambenedettese 2009 che, attraverso la cessione di un ramo d’azienda, ha poi effettuato il passaggio della stessa concessione a nome della Decasol. Una voltura che il Comune ha firmato e approvato a suo tempo”.

Ora però, con la lettera firmata da Polidori, il Comune farebbe marcia indietro: “L’ente comunale si mette dalla parte del torto – prosegue Primavera – visto che ha praticamente scritto alla Decasol che quella voltura risulta non valida a causa di un errore fatto proprio dal Comune stesso”.

L’errore in questione sarebbe il fatto che, il Comune, non è mai ufficialmente venuto a conoscenza del fatto che la Decasol abbia acquisito, a suo tempo, un ramo d’azienda della Samb. Altro controsenso considerato il fatto che nella convenzione, questo passaggio, era ed è tuttora presente.

Il problema ora è che la Decasol, attraverso il suo legale, avrebbe preso atto della cosa. Ha ribattuto che la voltura della concessione edilizia è stata firmata e legittimata dagli stessi uffici comunali che oggi la rinnegano. E, soprattutto, ha fatto capire che se la voltura non è valida allora il Comune deve risarcire tutti i soldi investiti nella realizzazione dell’impianto.

Parliamo di oltre quattro milioni di euro.

Per Primavera non si tratta né di una svista, nè di un errore. Ed è per questo che sta lavorando al fine di presentare un’esposto alla Procura della Repubblica.