Solidarietà e Partecipazione fa quadrato intorno al sindaco: “Da Manigrasso e Incicco attacchi insensibili e feroci”

Print Friendly, PDF & Email

GROTTAMMARE – Sulla vicenda dell’ospedale da campo a Grottammare interviene il gruppo Solidarietà e Partecipazione che fa quadrato intorno alle scelte del sindaco Enrico Piergallini e risponde alle critiche arrivate dalla consigliera pentastellata Alessandra Manigrasso e al giornalista Simone Incicco. Il gruppo consiliare di maggioranza si dice “turbato dalle posizioni espresse” dai due.

“Il sindaco – spiegano – è stato contattato telefonicamente dal direttore dell’Area vasta 5, Dott. Milani, in merito alla possibilità di incrementare il numero di posti letto di terapia intensiva, in supporto all’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto al fine d’individuare un’area adatta ad ospitare un ospedale da campo, per far fronte all’emergenza Covid-19. Il Sindaco e la stessa Solidarietà e Partecipazione non potevano, per dovere morale e politico, non valutare tale ipotesi”.

“Il movimento – continuano nella nota – era a conoscenza di quelle informazioni sin dal pomeriggio precedente”. La notizia, pubblicata alle prime ore di ieri mattina da La Nuova Riviera, avrebbe anticipato la comunicazione alla cittadinanza. “E’ assai frequente – spiegano dal movimento – che un giornale possa bruciare le informazioni ufficiali, ma in tal caso, di ufficiale non vi era ancora nulla, se non l’insensibilità di taluni a prendere posizioni feroci sine titulo. Ci troviamo in uno stato di guerra e ancora, forse, non è ben percepito. Siamo chiamati tutti i giorni ad affrontare questioni nuove alle quali dobbiamo dare soluzioni immediate, così come in questa circostanza, che ha imposto al sindaco di offrire una risposta ad una domanda avanzata dalle istituzioni sanitarie territoriali, allo scopo di sostenere la lotta per la vita contro il Covid-19”.

Una gravità che, stando alle parole che arrivano dal gruppo di maggioranza “a taluni sfugge” e che “impone responsabilità e consapevolezza, necessità di azione immediata, e ci rammarichiamo che la consigliera Manigrasso, che è espressione dell’istituzione municipale, abbia inteso alimentate tensioni e polemiche che non sono d’aiuto ai cittadini”.

Il j’accuse del movimento è anche per il giornalista Simone Incicco che aveva pubblicamente detto “no” all’eventualità della realizzazione di un ospedale da campo. Il movimento si appella al suo ruolo di direttore responsabile del giornale diocesano (Va specificato che Incicco ha inviato la propria lettera al nostro giornale come cittadino e giornalista e non a nome del giornale da lui diretto ndr). “In un momento storico greve, che non ha precedenti nella storia repubblicana, consumato da un’emergenza, che non è territoriale ma globale, realmente suonano stridenti le sue parole. La Chiesa e il Pontefice Francesco, predicano accoglienza ed altruismo, esortano alla misericordia, alla compassione, alla carità cristiana e il direttore Incicco dissente dalla solidarietà espressa dal Sindaco della sua città, tuonando a gran voce contro l’ipotesi di un presidio ospedaliero, nel suo Comune, capace di accogliere i malati di Covid-19 che necessitano di un immediato trattamento emergenziale”. E ancora. “Mentre in tutta Italia scarseggiano i posti letto e l’assistenza primaria dei malati si erge a paladino della comunità allontanando con fermezza l’ipotesi di offrire un’area di accoglienza agli unici che, momentaneamente e globalmente, ne hanno più bisogno”.

“L’emergenza gravissima che ha investito il nostro Paese e che ha assunto i caratteri di pandemia globale, i cui nefasti effetti si mostrano drammaticamente in ogni dove, impone a tutti e ciascuno, la necessità di stringere un patto di solidarietà e di mutuo soccorso, di non rassegnarsi all’indifferenza, di affrancarsi dall’insensibilità. I nostri concittadini nelle scorse settimane, hanno mostrato tale tensione ideale, tale empatia, alimentando il respiro di una speranza che ha suscitato ammirazione ed emozione. Alludiamo alle donne e agli uomini, che medici, infermieri, professionisti della salute, quotidianamente e in misura indefessa occupano la trincea di questa battaglia gravosa, allo scopo di strappare alla morte e al dolore, i propri assisiti, esponendo eroicamente se stessi al male. Essi rendono così prezioso il Servizio Sanitario Nazionale, pubblico e universalistico, presidio di civiltà del nostro Paese, da tutelare e da difendere tenacemente. Condotte, che mostrano la necessità di non obliare un irrinunciabile principio d’umanità, di sostenere la tensione ideale che ha esortato quasi 8000 medici in tutta Italia, a rispondere alla chiamata del Governo per costituzione di una task force di 300 professionisti della sanità, da impiegare nelle aree del Paese più colpite dal Covid-19. L’esperienza di straordinari uomini di fede, che rappresentano una luce scintillante capace di illuminare le tenebre di un male oscuro che ghermisce la vita, come don Giuseppe Berardelli, l’arciprete di Casnigo nella bergamasca, che vinto dal coronavirus, avrebbe rinunciato al respiratore che la comunità parrocchiale aveva acquistato per egli, allo scopo di renderlo disponibile a una persona più giovane.
E ancora, lo straordinario atto di generosità di cui si è resa protagonista la Famiglia Gabrielli, che ha risposto all’appello del Presidente Luca Ceriscoli, donando un milione di euro per la realizzazione delle strutture di terapia intensiva allo scopo di fronteggiare l’emergenza sanitaria nella Regione Marche. La solidarietà e il sostegno a chi è colpito dal male va incoraggiata, sostenuta e praticata. Mutuando le espressioni del Sindaco Enrico Piergallini, occorre stare dalla parte giusta, ciascuno deve poter far la propria parte, con coraggio senza viltà, sostenendo un comune sforzo alla scopo di salvare la vita, poiché ciò deve costituire l’unica ansia che anima l’agire di ciascuno”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA