Senzatetto, la Diocesi: “No alla strumentalizzazione politica. Collaborazione con istituzioni pubbliche è indispensabile”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Va evitata ogni strumentalizzazione politica e la priorità deve essere la tutela della dignità di queste persone svantaggiate”. Sul caso dei senzatetto di via Madonna della Pietà arrivano le precisazioni da parte dell’organo ufficiale della Diocesi “L’Ancora”.

“Prima di ogni ulteriore commento, è necessario sottolineare che si sta parlando di persone che vivono disagi di diversa natura di cui la Caritas si è fatta carico. La comunità cristiana non è interessata a fare polemiche, ma ha a cuore il destino di questi nostri fratelli meno fortunati e in tal senso auspicano una soluzione. Per chiarezza, la Caritas ha il compito di accogliere persone che altrove non trovano risposta alle loro umane esigenze; le eventuali questioni di ordine pubblico non sono di sua competenza, ma degli organi istituzionali a ciò preposti. All’interno della Caritas operano circa 100 volontari (non retribuiti) insieme a 4 giovani del servizio civile. Tra i vari servizi offerti c’è la possibilità di un pasto caldo ogni giorno (365 giorni all’anno), di usufruire del: servizio legale, il servizio d’assistenza sanitaria con un poliambulatorio d’avanguardia, centro di ascolto, il servizio docce e servizi igienici, una casa di accoglienza per situazioni emergenziali, attività formative”.

Si fa notare come per un euro dato all’8 per mille alla Chiesa Cattolica, usato in gran parte per la carità, lo Stato risparmi circa 10 euro.

“Si pensi soltanto a quante persone dovrebbero essere assunte per realizzare il servizio che la Caritas porta avanti, senza considerare tutte le altre opere caritative della Chiesa Cattolica. La Chiesa diocesana inoltre, fra gli altri servizi, offre una struttura protetta ai papà separati e alle famiglie in difficoltà. La Chiesa realizza queste opere non perché obbligata; certamente non per guadagno, ma perché cerca di incarnare il Vangelo in cui crede. Per questo, nella misura del possibile, accoglie tutti: terremotati, emarginati, indigenti, immigrati o che vivano le varie povertà materiali o culturali. L’opera della Caritas non è solo di carattere “morale”, ma anche di prevenzione sociale, perché i poveri non ricevono solo assistenza materiale, ma anche accoglienza, comprensione, sostegno e ciò fa sì che la disperazione dei poveri non diventi rabbia sociale. Nello specifico, quello offerto dalla Caritas a suo modo è un servizio unico e insostituibile: si può dire con serena coscienza che lo Stato non fa nulla di analogo a quanto svolge la Caritas. Sì, certamente c’è un sistema di welfare, di sussidi economici, ma nessuna struttura che sia un “pronto soccorso dei poveri” come quella della Caritas. È interesse di tutti che realtà sociali come questa possano continuare la loro missione, senza essere lasciate da sole. Anche perché, come ha ricordato Monsignor Bresciani, la questione della povertà, prima che essere una questione cristiana è una questione umana dai grandi risvolti sulla pace sociale. La collaborazione tra Caritas e istituzioni pubbliche diventa allora uno snodo indispensabile, per il bene delle persone e della società intera”.

L’auspicio a questo punto è che si trovi una soluzione che consenta di affrontare l’emergenza con strumenti adeguati.


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