venerdì 1 Luglio 2022 – Aggiornato alle 16:24

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L’intervento

Sanità, Ameli: “Dalla Regione nessuna risposta. San Benedetto avrà un mezzo ospedale”

Il segretario provinciale Pd: “Nella passerella del consiglio comunale, nessuna risposta data in merito alla risoluzione dei problemi delle strutture attuali"
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SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Anche il segretario provinciale del Pd, Francesco Ameli, si scaglia contro la Regione dopo il consiglio comunale aperto sulla sanità andato in scena ieri a San Benedetto. “A pochi mesi da metà legislatura, il rodaggio dovrebbe essere finito ma purtroppo non si vedono all’orizzonte fatti concreti per la sanità del piceno, a partire da quella della riviera. Le cose non stanno andando come dovrebbero e c’è molta insoddisfazione tra gli operatori e cittadini in quanto nel Piceno e sulla riviera non si va verso l’auspicata eccellenza sanitaria che tutti vorremmo”.

Il dem critica l’atteggiamento mostrato da Acquaroli e Castelli: “Non c’è stata purtroppo alcuna risposta rispetto agli interventi da fare sui reparti del Madonna del Soccorso e c’è stata la conferma che se tutto andrà bene la riviera avrà mezzo ospedale da poco più di 200 posti letto, che per ammissione della stessa Regione non potrà ospitare tutte le specialistiche di un ospedale di primo livello. Nonostante le battaglie fatte dai sambenedettesi, Acquaroli e Castelli hanno affossato la mozione approvata dalla loro stessa maggioranza nel 2019 che chiedeva un ospedale di primo livello sulla costa, lasciando di fatto la situazione della sanità del Piceno così com’è. Al giro di boa questi i risultati del duo Acquaroli-Castelli: nonostante la dedizione del personale sanitario, c’è una Medicina d’Urgenza morente. In pochi mesi da eccellenza regionale, per volontà prettamente politiche, è passato a reparto quasi chiuso. Al Madonna del Soccorso mancano ancora il ripristino di geriatria, i posti letto in oncologia, la traumatologia è scomparsa dai radar, l’oculistica e l’otorino non sono sviluppati come dovrebbero per mancanza di posti letto, la ridefinizione di reumatologia con i posti letto nel reparto di medicina, e potrei continuare a lungo”.

Continua Ameli: “Nella passerella del consiglio comunale, nessuna risposta data in merito alla risoluzione dei problemi delle strutture attuali, nessuna risposta in merito all’implementazione dei servizi per il Madonna del Soccorso, chiesti a gran voce da tutta l’amministrazione comunale. Ho paura che la destra utilizzi la promessa del nuovo mezzo ospedale, per coprire l’inadeguatezza di una regione che dopo venti mesi deve ancora vedere messa a terra l’idea di sanità per le Marche e per il Piceno. È giunta l’ora del fare, ed è passata quella delle chiacchiere. L’amministrazione si fa con atti concreti, con cronoprogrammi chiari e contenuti. Se il Piceno è condannato a due ospedali deboli, sono previste implementazioni di reparti a San Benedetto? Con quali medici e quale personale ed in quali tempi?  Concordo pienamente con Castelli su due aspetti: il primo, sulla volontà di ridimensionare l’attività del privato, ma gli consiglio di vedere bene gli atti che lui stesso approva in merito alle autorizzazioni che vengono concesse, onde evitare di fare come pinocchio. Se vuole ridimensionarla aveva già dalla sua elezione, tutti gli strumenti per farlo. Il secondo è sulle ingerenze politiche nella sanità: non è ammissibile che da parte del governo regionale si tenti di fare uno spoil system non per questioni organizzative ma per mere questioni politiche. Intanto i malati continueranno a fare avanti e indietro a seconda della patologia, i cittadini ad aspettare mesi ed anni per le visite, i reparti continueranno ad essere accorpati, i servizi chiusi, gli operatori costretti a turni massacranti e le ferie continueranno ad essere negate”.

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