Tende alla Caritas, riunione chiarificatrice in Comune. “Ascolteremo ogni singolo senzatetto per tentare di risolvere le loro situazioni”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nuovo incontro tra Comune, Caritas e Comitato di Quartiere per la vicenda delle tende che ospitano i senzatetto a ridosso della struttura di via Madonna della Pietà. Alla riunione hanno partecipato, questa volta, tutte le parti in causa, dall’assessore Emanuela Carboni al responsabile del servizio sociale del Comune Antonio Di Battista, oltre a tutto lo staff della Caritas capeggiata dal direttore don Gianni Croci.

Il primo argomento chiarito è stato quello relativo alla rete posizionata nelle ultime ore proprio intorno al cortile. E’ stato don Gianni a spiegare la vicenda: “Nessuno ci ha chiesto quei teli – ha detto – era un intervento previsto finalizzato a garantire privacy alle persone che frequentano la struttura”.

La riunione in Comune con, tra gli altri, Roberto Angelini, Emanuela Carboni e don GIanni Croci

L’assessore Carboni ha annunciato che in Comune, negli uffici dei servizi sociali, saranno ricevuti gli undici senzatetto che stanno vivendo in quelle tende per tentare di trovare delle soluzioni ad personam. “Saranno ricevuti singolarmente – spiega – e caso per caso valuteremo le situazioni per tentare di risolverle”. Insomma la riunione di questa mattina, seguita a quella di venerdì scorso, è servita a chiarire diversi aspetti. Don Gianni ha tenuto infatti a precisare: “Noi non cerchiamo lo scontro con il Comune perché non è nella nostra filosofia cercare scontri. Vogliamo collaborare con il Comune e con i residenti del quartiere e ringraziamo entrambe le parti”.

All’orizzonte c’è la possibilità di un percorso di reinserimento in attesa del quale, ad ogni buon conto, quei senzatetto resteranno nelle tende. Soddisfatto il comitato di quartiere rappresentanto dal presidente Roberto Angelini: “Sono contento – spiega – perché siamo riusciti, in rete, a trovare una strada per tentare di aiutare queste persone. Noi non vogliamo cacciare nessuno soltanto trovare una soluzione. CHi urla sui social non rappresenta né me né il quartiere”.

La chiosa è della dottoressa Simona Marconi dei servizi sociali del Comune: “Fattore importantissimo – ha spiegato – è la disponibilità di queste persone di farsi aiutare”.

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