Ricorso Pd, ecco cosa potrebbe accadere venerdì dopo il pronunciamento del Tar

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sono più di uno gli scenari che si aprono in vista della scadenza di venerdì 16 settembre, quando il Tar dovrà pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva sul riconteggio dei consiglieri comunali. Sono tre le strade che il Tar potrebbe scegliere di seguire relativamente al ricorso di presentato dall’opposizione: accogliere la richiesta, accogliere la richiesta con motivazioni oppure respingerla.

Nel primo caso, l’attuale Consiglio Comunale vedrebbe congelata la propria operatività in attesa della sentenza dopo l’udienza di merito del 21 ottobre 2016, data ultima in cui il TAR si pronuncerà definitivamente sul ricorso.
Nel secondo caso, nell’accogliere la richiesta di sospensione, il TAR indicherebbe parametri e modalità attraverso cui, in attesa dell’udienza di ottobre, il Consiglio Comunale potrà riunirsi. Nel terzo caso, il Consiglio Comunale continuerebbe regolarmente la propria attività fino all’udienza di merito.

Intanto, l’attesa pronuncia della Corte Costituzionale sull’Italicum prevista per il 4 ottobre stende la propria ombra anche su questa vicenda. Infatti, che la Corte si pronunci in un senso o nell’altro sulla valutazione di costituzionalità delle norme chiamata a esaminare dalle 38 corti che si sono appellate, l’esito della sentenza potrebbe con molta probabilità influire in maniera decisiva sulla pronuncia del TAR di Ancona del 21 ottobre, spostando sensibilmente l’ago della bilancia in favore di una delle due parti.

L’eventualità di una nuova maggioranza in Consiglio Comunale aprirebbe le porte a un cambiamento radicale del volto dell’attuale amministrazione: in primo luogo, la nuova composizione dell’organo terrebbe conto delle dimissioni, irrevocabili, degli attuali assessori che precedentemente erano stati eletti in Consiglio, facendo sì che i seggi della nuova formazione siano occupati dai consiglieri entrati in sostituzione dei dimissionari; in secondo luogo, la nuova maggioranza potrebbe avvalersi della prerogativa di sfiduciare l’attuale Giunta e dello stesso Sindaco, sfiducia che, qualora venisse votata nei termini descritti dal regolamento comunale vigente, comporterebbe il decadimento dell’attuale amministrazione.




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