Pompei: “Per le Comunali servono riformisti e progressisti. Da Urbinati a De Vecchis, passando per Pellei”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ed ora sguardo alle Comunali. Finita una campagna elettorale, lunghissima, ne comincia un’altra, che porterà la città ad eleggere il nuovo sindaco nel 2021. Ad aprire ufficialmente al mondo dei riformisti e progressisti è il coordinatore provinciale di Italia Viva, Gianluca Pompei, che si lancia in riflessioni “strettamente personali, non concordate con il partito e i suoi rappresentanti”. Un universo ampio che va da Fabio Urbinati a Giorgio De Vecchis, passando per Domenico Pellei.

“Una pluralità di soggetti politici e persone che non si riconoscono né nel raggruppamento che sostiene l’amministrazione Piunti né in coloro che sostengono il progetto di un raggruppamento tra Pd e Movimento 5 Stelle”, spiega Pompei. “Ma ovviamente non penso ad una coalizione fatta di ceto politico quanto piuttosto ad una alleanza che possa attivare tutte quelle forze civiche che a vario titolo sono attive per la crescita e lo sviluppo della nostra città. Un’alleanza che sono certo avrebbe anche una forte componente generazionale, mi vengono in mente decine di nomi di giovani imprenditori e professionisti impegnati a vario titolo nello sviluppo del nostro territorio, e che dovrebbe avere il coraggio di spingersi oltre i tradizionali raggruppamenti che hanno governato San Benedetto mostrando tutti i loro limiti. E mi riferisco, senza girarci intorno, sia all’attuale esperienza di centro destra quanto alle recenti esperienze di colore diverso”.

Pompei sogna un fronte dei “pragmatici”, fatto di persone “concrete con in testa un solo obiettivo cristallino: far ripartire una città ferma da troppo tempo. Una città rimasta immobile a vedersi superare da concorrenti che hanno qualità, energie imprenditoriali e bellezze territoriali, neanche paragonabili a quelle di cui San Benedetto può disporre. Un fronte che immagino, voglio chiarirlo esplicitamente, né moderato né centrista nel senso tradizionale. Un fronte capace di attivare le energie migliori come dicevo per cui insieme ai nomi di cui sopra vedrei con grande favore un impegno di persone che da anni dimostrano di battersi con in testa il solo amore per la città come per esempio Daniele Primavera o come è stato nell’immediato passato Domenico Martinelli. So che ragionare di uno scenario come questo richiede uno sforzo immenso da parte di tutti gli interessati, una grande umiltà nel mettersi a disposizione e il coraggio di anteporre alle proprie legittime ambizioni personali il futuro della nostra San Benedetto, ma sono sicuro che nella nostra città c’è una maggioranza di sambenedettesi seri, volenterosi, preparati e con la voglia di mettersi in gioco. E’ un percorso difficilissimo, forse impraticabile, ma non provarci vorrebbe dire aver smesso di credere che vale la pena fare fatica per migliorare la nostra città”.


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