Picenambiente, Falco e Curzi: “Due dipendenti positivi al covid. Siamo preoccupati”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Ci risulta che di recente alla Picenambiente siano stati riscontrati due dipendenti positivi al Covid 19 e che l’area vasta 5, tempestivamente avvisata, a distanza di sei giorni non abbia ancora attivato le procedure previste per effettuare il tracciamento dei contatti, né effettuato i tamponi alle famiglie”. Lo affermano i consiglieri comunali Rosaria Falco e Marco Curzi. “Di conseguenza, molti di coloro che nelle due settimane precedenti sono stati a contatto con tali soggetti, in assenza di qualsiasi iniziativa dell’autorità sanitaria e della dirigenza aziendale, hanno provveduto ad effettuare i tamponi a proprie spese. Tali dipendenti svolgono un servizio pubblico in una partecipata importantissima per il Comune, e il sindaco aveva loro garantito, ai tempi della tensostruttura allestita presso lo stadio, che anche loro sarebbero stati chiamati per effettuare l’esame, ma questo non è mai accaduto”.

I due esponenti di opposizione esprimono pertanto preoccupazione: “Consideriamo che in tutto, a prestare servizio sul territorio dei comuni soci e nel centro di trattamento di Pagliare, la Picenambiente ha circa 300 dipendenti. E che molti sono in stretto contatto tra loro, almeno nella fase in cui indossano le tute da lavoro negli spogliatoi. Nonostante la frequente sanificazione che la dirigenza ha assicurato di svolgere, essi costituiscono senz’altro una categoria a rischio, per la salute propria e delle loro famiglie, e per la salute dei cittadini. Se i protocolli “scaricano” la responsabilità sull’autorità sanitaria, questa è con tutta evidenza già sotto sforzo, e non riesce a far fronte ai propri obblighi, lasciando che i lavoratori a rischio, magari positivi asintomatici, continuino a lavorare. Ma che dire di un’azienda che lascia ai propri dipendenti il compito di arrangiarsi e di provvedere in proprio all’esame diagnostico, mettendosi responsabilmente in quarantena volontaria per non far correre rischi ai colleghi, fino a quando non vengono informati del risultato del tampone? E che pensare di un sindaco che, manco a dirlo, su tutto questo non ha nulla da eccepire né da comunicare? Ossia, in tutto questo, dov’è la politica che amministra San Benedetto?”.

Quindi concludono: “Ci chiediamo: chi svolgerebbe questo imprescindibile pubblico servizio in caso di focolaio tra i dipendenti? Il sindaco Piunti e tutti gli altri 26 sindaci come pensano poi in tal caso di affrontare il problema in questa situazione di emergenza sanitaria? Vorremmo quindi sensibilizzare sull’argomento tutti i sindaci, soprattutto quelli dei comuni più grandi, prima che possa verificarsi il peggio: la tutela dei nostri operatori di Picenambiente è direttamente connessa alla tutela di tutti i loro concittadini e amministrati”.


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