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Pesce azzurro, Comune e Regione ora vanno a braccetto. “Lotta bipartisan per le nostre barche”

La missione a Bruxelles di Celani e Urbinati appoggiata anche dall'amministrazione sambenedettese
Pubblicato il 31 Gennaio 2018

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ormai la lotta non conosce più colori o bandiere di partito. C’è anche il Comune ad appoggiare la missione che i due consiglieri regionali Piero Celani e Fabio Urbinati, stanno portando avanti per la pesca dei piccoli pelagici e che hanno fatto il punto della situazione insieme all’assessore comunale Filippo Olivieri e al consigliere delegato al porto Mario Ballatore. «Ringraziamo Urbinati e Celani per la missione fatta alla Comunità Europea – spiegano Olivieri e Ballatore – una missione che assume ulteriore valenza considerato il fatto che si tratta di un’iniziativa che non guarda ai colori politici ma alle necessità dell’economia del territorio. E’ un tema che ci tocca da vicino e che sentiamo particolarmente se si considera il fatto che, a dicembre, il sindaco Piunti aveva incontrato proprio il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani per affrontare con lui l’argomento».

Ma il gioco si fa duro ora, come ha spiegato lo stesso Urbinati: «Io e Celani – ha spiegato – abbiamo iniziato a lavorare sulla cosa oltre due anni ma la Commissione Europea non prese nella dovuta considerazione quello che arrivava dalle regioni italiane. Ora si è arrivati a questo punto e per questo motivo abbiamo deciso di raggiungere Bruxelles per fare lobbing sui nostri parlamentari. Quel giorno siamo rimasti fino alle 21 con i tecnici per mettere a punto gli emendamenti da presentare». Emendamenti che saranno presentati entro il 23 febbraio e che punteranno principalmente su tre aspetti. «Nessuno dice no alle quote – continua Urbinati -. Quello che chiediamo è che la cosa venga rivista tenendo conto di alcuni aspetti. Le nostre marinerie si auto regolamentano già da anni e nessuno vuole una pesca indiscriminata Ma la necessità è che si tratti di quote coerenti alla situazione tenendo conto del fatto che il limite di pesca venga equamente distribuito tra Croazia, Slovenia e Italia. Ricordiamo che i croati hanno allevamenti di grandi pelagici come i tonni all’interno dei quali il pesce azzurro viene utilizzato come alimento proprio per altri pesci».

Gli emendamenti parlano di una progressione graduale delle quote fino al 2021 e che l’andamento della situazione avvenga attraverso uno studio scientifico in tempo reale. «I piccoli pelagici – ha spiegato Celani – hanno una vita che arriva al massimo a due anni. Per questo non ci si può basare su studi effettuati anni fa». Sul patto della bilancia anche il fatto che è diminuita la pezzature di alici e sgombri e che a causare il problema sono stati principalmente i tonni. «La Commissione Europea – spiega Celani – non ha lavorato per raggiungere un equilibrio tra il fattore economico e quello biologico ma ha commesso l’errore di aver progettato un regolamento basato solo sul controllo che non si cura minimamente della gestione. Quello per cui noi ci stiamo muovendo è proprio l’aspetto legato a quell’equilibrio che va per forza di cose raggiunto».

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