Pd: “Un commissario avrebbe fatto meglio di Piunti. Finora tante parole e zero fatti”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Un commissario avrebbe fatto di più”. Il Pd boccia l’amministrazione Piunti, con un giudizio “senza possibilità di appello”.

Il mandato del centrodestra è giunto oltre il giro di boa e i democratici ne approfittano per l’analisi di un’esperienza arrivata a metà del percorso.

“Siamo ancora nella fase degli annunci e dei buoni propositi – tuona il capogruppo Antimo Di Francesco – ci sono state tante parole e zero fatti. L’amministrazione che si professava del cambiamento, si è caratterizzata come l’amministrazione del nulla. La città è senza una guida forte. Anziché gestire le cose le subisce. Attende gli avvenimenti per poi affrontarli”.

La colpa più grave di Piunti? Il Pd non ha dubbi: “La mancata partecipazione”. Il riferimento è alla vendita dell’ex scuola Curzi (“non si cede un bene pubblico senza tener conto della petizione firmata da molti sambenedettesi”), alla riqualificazione del Ballarin e alla questione dehors. A proposito del nuovo regolamento sull’occupazione del suolo pubblico, Di Francesco è lapidario: “Le norme si scrivono assieme”.

Il Pd non dimentica l’esito del voto del 2016: “Si è creato un solco con la città. Alcune questioni sono state portate avanti in modo arrogante, senza rispetto per l’opposizione che ha una rappresentanza elettorale reale attorno al 70%. Piunti amministra con il 30% e non può tener conto dell’altro campo. C’è un malcontento diffuso in città, riteniamo che questa amministrazione non abbia portato avanti i punti previsti nel programma. Di certo, possiamo affermare che è aumentata la pressione fiscale con la Tari. Ci auguriamo che non ci sia un incremento ulteriore”.

Sugli eventi proposti in estate e a Natale si sottolinea la cancellazione delle manifestazioni storiche: “Non c’è una storicizzazione dell’offerta. Prima esistevano iniziative che identificavano la città, ma l’amministrazione le ha abolite. Adesso ci si limita ad invitare qualche cantante. Il turismo non si analizza solo con i dati, occorre soffermarsi sulla qualità”.

Lo sguardo va inevitabilmente al 2021: “Siamo nella fase della proposizione di un programma alternativo a questa amministrazione”, avvisa Fabio Urbinati. “Il candidato sindaco lo individueremo alla fine del percorso, al momento il tema non è nei nostri pensieri”.

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