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Pd, Perazzoli verso le dimissioni da capogruppo. Capriotti in pole per la successione

"Non sono più motivato, sto riflettendo", dice l'ex sindaco. Caso Rosetti, Di Francesco: "Ne prendo atto"
Pubblicato il 3 Settembre 2016

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Paolo Perazzoli sta pensando di dimettersi da capogruppo del Pd in Consiglio Comunale. L’ex sindaco ha comunicato l’intenzione di mollare l’incarico durante l’Unione Comunale di venerdì sera: “Sto riflettendo, non sono più motivato”, afferma il diretto interessato.

La decisione verrà presa nel giro di due settimane. Ad influire sul malessere di Perazzoli anche l’organizzazione della Festa dell’Unità del 23, 24 e 25 settembre, nel corso della quale il Partito Democratico sposerà in maniera netta il “sì” al Referendum Costituzionale.

Il consigliere comunale aveva ricevuto rassicurazioni sulla possibilità di mettere in piedi confronti alla pari tra le due correnti del Pd, ma poi si è trovato di fronte ad atteggiamenti di tutt’altro genere, con l’invito inoltrato da parte del commissario Antimo Di Francesco al vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini.

Se il Pd va in una direzione ed io in quella opposta, è inutile continuare a rappresentarlo, sembra essere il ragionamento di Perazzoli. Quattro anni fa, il 26 novembre 2012, fu la moglie Loredana Emili a fare un passo indietro, all’indomani dello strappo insanabile con l’amministrazione Gaspari sul tema del distributore di benzina low cost da far sorgere in Viale dello Sport.

All’epoca il testimone passò a Claudio Benigni. Stavolta in pole position c’è Tonino Capriotti. Renziano doc, alle elezioni di giugno il candidato alle scorse primarie è stato il più votato dei democrat, secondo solo a Di Francesco. Difficile però pensare che quest’ultimo – già coordinatore provinciale e commissario cittadino – possa assumere l’ennesimo ruolo di prestigio.

C’è poi l’altro discorso da affrontare, relativo al mantenimento dello scranno in assise. Perazzoli rimarrà in sella almeno fino al pronunciamento del Consiglio di Stato sul ricorso inoltrato per il riconteggio dei posti da destinare alle varie coalizioni. Una volta concluso il percorso giudiziario potrebbe arrivare il definitivo congedo, con l’ingresso di Pasqualino Marzonetti, primo dei non eletti.

Nel frattempo, bisognerà fare i conti con l’inaspettato addio di Nicola Rosetti. “Ne prendo atto, rispetto la sua decisione e lo ringrazio per il lavoro svolto”, dice Di Francesco. Passata la Festa dell’Unità si provvederà a convocare i direttivi dei circoli nord e sud per l’elezione dei successori di Manfroni (che mollò a giugno) e dello stesso Rosetti.

“Il mio compito – prosegue Di Francesco – è traghettare il Pd fino al congresso di dicembre e avviare con il massimo impegno e concretezza un percorso di ricostruzione di un progetto credibile, unitario e di prospettiva. Dal 30 settembre prenderanno il via i sedici incontri nei quartieri. Il primo si terrà all’Agraria. Il partito deve essere composto da un esercito di volontari con lo spirito di servizio, di squadra e di appartenenza. Le porte sono aperte a  chi ha voglia di mettersi a servizio”.

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