I sindaci ad Ascoli per l’ospedale unico. Piunti: “Stop campanilismi”. Castelli: “Inaccettabile Ceriscioli”

Print Friendly, PDF & Email

“Si eviti in questa sede una guerra tra poveri”. Lo dice Pasqualino Piunti in apertura della conferenza dei sindaci, chiamata a ridiscutere la scelta di Spinetoli come sede dell’ospedale unico. “Se cominciamo a ragionare in maniera campanilistica, facciamo il gioco di chi negli anni ha voluto premiare le Marche nord anziché il sud. Il cittadino del sud paga le stesse tasse del nord, dove i servizi sono nettamente migliori”.

Il primo cittadino di San Benedetto torna con la mente al 2 agosto scorso: “Il documento approvato allora uscì la notte prima e fu votato con un metodo non rappresentativo del numero di abitanti dei territori. Pretendiamo il rispetto delle leggi da parte dei cittadini, dovremmo farlo anche noi. Mi riferisco al decreto Balduzzi, che chiama in causa i bacini d’utenza. Rivendichiamo un diritto, ossia un ospedale di primo livello sulla zona costiera, sia per raggiungibilità che per altri fattori”.

Per il sindaco di Ascoli Guido Castelli, l’individuazione della sede sarebbe dovuta arrivare alla fine del percorso e non all’inizio: “L’impostazione del governatore Ceriscioli è stata inaccettabile. Ha aperto una Plaza de Toros dove tutti potevano esprimere opzioni che nulla c’entrano con le metodologie di riorganizzazione del sistema sanitario. Si dovrebbe partire dai dati e dalle risorse. La scelta della location è il punto finale. Può sembrare la questione più emergenziale, in realtà viene dopo il resto. Io sarò sempre per la soluzione di un’azienda ospedaliera sui due plessi”.

Il sindaco di Grottammare, Enrico Piergallini, auspica che dall’assemblea esca un messaggio forte e unitario: “Tutti temono il depotenziamento dei due plessi di Ascoli e San Benedetto, spaventa l’ipotesi di un pronto soccorso che non risponda in prossimità alle urgenze dei cittadini. Oggi si aggiunge un ospedale in più, i due esistenti porterebbero avanti il servizio di base, mentre ci sarebbe l’occasione di un nuovo plesso baricentrico. Più di tre ospedali non possiamo chiedere. Ad agosto la discussione precipitò, fu un peccato. Poteva essere l’occasione di un momento di partecipazione collettiva. Velocizzammo la decisione perché la Regione aveva urgenza di avere un’indicazione. Il reale dibattito partecipativo si è aperto tuttavia dopo quell’assemblea”.

I Cinque Stelle, per voce del primo cittadino di Castel di Lama Mauro Bochicchio, invita a cestinare definitivamente il documento del 2 agosto scorso: “L’unico atto è rimandare al mittente la proposta votata all’epoca. Non era ricevibile”.

Al dibattito interviene pure il sindaco di Monteprandone Stefano Stracci: “Leggendo il documento di alcuni consiglieri regionali del Pd apprendiamo la volontà della Regione di realizzare un ospedale di primo livello e il mantenimento di due nosocomi di base. Io risponderei: rinunciamo ad un ospedale di base e in cambio facciamo quello di primo livello sulla costa. A quel punto avremmo realizzato la sintesi coerente allo spirito di razionalizzazione di servizi e costi”.

D’accordo con la linea Piunti il sindaco di Cupra Domenico D’Annibali: “Dobbiamo guardare la realtà attuale. I due ospedali non soddisfano le esigenze. Ascoli e San Benedetto non possono privarsi dei loro ospedali. D’estate abbiamo un afflusso enorme, dobbiamo ragionare nel cercare di chiedere qualcosa che soddisfi tutti. Ad agosto la proposta era un ospedale unico in vallata, lontano da tutti, con San Benedetto e Ascoli che diventavano delle case di cura. Era impossibile accettare un documento del genere. Senza il Madonna del Soccorso, da Civitanova a Giulianova non ci sarebbe nessun ospedale sulla costa. Ora esce il nuovo documento del Pd, ben venga. Serve però uno studio di fattibilità, va capito se il progetto è realizzabile, deve essere suffragato da dati concreti. Ci sono soldi e il personale? La risposta è no. Chiediamo almeno un ospedale di primo livello sulla costa ed uno di base ad Ascoli”.

CONDIVIDI