Occupazione suolo pubblico, il regolamento slitta al 2020. Storia di un eterno rinvio

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “L’obiettivo è approvare il regolamento in consiglio entro dicembre”. Il desiderio di Pasqualino Piunti, espresso lo scorso ottobre, però non verrà esaudito. Sul tema dei dehors infatti la strada è ancora lunga, con l’argomento che terrà banco inevitabilmente anche nel 2020.

L’amministrazione attende risposte ufficiali dalla Sovrintendenza e, una volta ottenute, indirà nuovamente un’ulteriore commissione per un confronto finale con consiglieri comunali e operatori del settore.

La linea comunque sembra tracciata. Il sindaco non intende concedere aperture sul fronte della sicurezza e della fruibilità dei percorsi ma, al contempo, appare più morbido su alcuni aspetti legati soprattutto ai tempi di adeguamento e agli spazi di espansione.

Si spingerà per concedere 18 mesi di tempo (12+6) per la trasformazione delle strutture, così come previsto nella vicina Grottammare. Inoltre si potrà arrivare fino al 50% di occupazione esterna rispetto all’ampiezza interna del locale. Non poco, visto che in origine la quota concessa era di appena il 30%.

Ed ancora, non ci sarà equiparazione tra gli spazi verdi e i dehors collocati su suolo tradizionale, così come non si considererà via Mare alla stessa maniera del centro di San Benedetto. Restando alle aree verdi, sarà permessa la collocazione di pavimentazioni in legno e una occupazione fino a 250 metri quadrati di superficie.

Sui colori, verranno ammesse tutte le tonalità “ad eccezione del grigio tortora nelle zone vincolate”.

L’unico dubbio a questo punto riguarda i tempi. Quando San Benedetto riuscirà a dotarsi delle nuove disposizioni in merito di occupazione del suolo pubblico?


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