Occupazione suolo pubblico, ecco la bozza. Diciotto mesi per mettersi in regola

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Diciotto mesi per mettersi in regola. E’ questo il tempo limite che il Comune concederà ai titolari dei locali per adeguarsi alle nuove normative sull’occupazione del suolo pubblico.

La bozza è pronta. Mercoledì è stata visionata dalla maggioranza e mercoledì approderà in commissione. In seguito saranno le associazioni di categoria a dire la loro nell’ambito di un confronto con l’amministrazione.

L’occupazione non avrà una durata complessiva superiore a 360 giorni, “calcolata a far data dal giorno indicato nella concessione di occupazione di suolo pubblico e, comunque con scadenza al 31 dicembre dell’anno interessato”. La richiesta di rinnovo per i dehors dovrà essere oggetto di una nuova concessione “previo presentazione di formale istanza almeno 30 giorni prima di quella di scadenza, allegando un’autocertificazione attestante la totale conformità dell’occupazione a quella precedentemente autorizzata e l’avvenuto pagamento degli oneri prescritti con riferimento all’anno precedente”.

Per quel che riguarda la revoca, questa avverrà tra le altre cose qualora si verificasse il mancato pagamento della tassa dovuta per l’occupazione e della Tari. Per motivi di interesse pubblico la concessione sarà revocata con provvedimento motivato dal dirigente del Municipio che disporrà la rimozione dell’occupazione entro 30 giorni dal ricevimento dell’atto. In casi di motivata urgenza il termine potrà essere ridotto a 10 giorni.

Paletti anche sugli arredi. Dovranno essere tenuti in ottimo stato di conservazione e ben mantenuti “onde garantire l’igiene, l’aspetto estetico, il decoro, la sicurezza e l’incolumità delle persone”. Nei giorni di chiusura del locale, eccetto il turno di riposo settimanale, tavolini, sedie, ombrelloni ed elementi accessori mobili devono essere rimossi e depositati nei locali dell’esercizio. Le tende e gli ombrelloni dovranno essere chiusi al termine di ogni giornata lavorativa. Inoltre, “nel caso di mancata rimozione dei manufatti da parte dell’esercente titolare, lo stesso incorrerà nella revoca della concessione di suolo pubblico, fatte salve le sanzioni pecuniarie previste”.

Le occupazioni saranno condizionate all’individuazione all’interno dei locali di adeguati spazi da destinare ai contenitori per la raccolta differenziata “pari a una superficie minima pari a 2 metri quadrati e comunque non inferiore al 3% della superficie utile lorda dell’insieme dei medesimi locali”.

La presenza di pali della luce o segnaletiche prospicienti ai dehors imporrà di lasciare almeno 90 centimetri di libero passaggio tra gli elementi in questione e le coperture. Nel caso di strutture su marciapiedi, lo spazio libero praticabile dovrà essere di almeno un metro e mezzo.

Sulla colorazione a tinta unita delle coperture, la tonalità panna sarà consentita ad esclusione del centro storico e del Paese Alto, mentre il cosiddetto rosso terra di Siena verrà accettato esclusivamente nella zona A1 e nel vecchio incasato.

Infine, per le occupazioni di laboratori artigianali, questi potranno posizionare in spazi pubblici al massimo cinque sedie e cestini per la raccolta dei rifiuti (che dovranno essere svuotati), “sempre a condizione che ciò non costituisca pericolo o intralcio alla circolazione pedonale e nel rispetto delle norme del codice della strada”.

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