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Nuovo ospedale, i Socialisti: “Si realizzi tra Acquaviva e Ripatransone”

"La decisione dell'amministrazione comunale non tiene conto dell’ulteriore consumo di suolo di un territorio già fortemente antropizzato"
Pubblicato il 4 Dicembre 2023

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Mercoledì scorso il Partito Socialista di San Benedetto si è riunito per discutere dei problemi che attengono all’amministrazione ed allo sviluppo socio-economico della città.

La discussione si è incentrata principalmente sul rapporto tra la città e il proprio hinterland. In particolare si è considerato come e se la soluzione dell’annoso problema del nuovo ospedale possa costituire una cerniera di congiunzione tra la città di San Benedetto e le comunità circostanti che pure costituiscono l’utenza più numerosa (circa 110.000 persone) a cui il locale ospedale fornisce assistenza da tanti anni.

“Dopo la sciagurata bocciatura politica del progetto di un Ospedale Provinciale Unico in quel di Pagliare, ci si è trovati nella condizione di affrontare il problema dal punto di vista locale. La proposta del comitato Salviamo Madonna del Soccorso di mantenere l’attuale nosocomio collide con almeno una questione ineludibile e non più procrastinabile, legata più alla sua funzione di infrastruttura strategica nell’ambito delle attività di protezione civile che a quella sanitaria. In tale veste l’articolata normativa antisismica impone che gli ospedali siano strutturalmente adeguati”.

Spiega il Psi: “E’ palesemente improponibile effettuare l’adeguamento sismico dell’attuale Madonna del Soccorso. I costi sono paragonabili a quelli di una nuova costruzione e si incorrerebbe in un inaccettabile lungo periodo di inattività del nosocomio. Le varie proposte sull’individuazione dell’area in cui realizzare il nuovo ospedale, avanzate da più parti, sono tutte – ed in particolare quella scelta dall’attuale amministrazione comunale- focalizzate sul territorio sambenedettese e non tengono conto delle seguenti problematiche: l’ulteriore consumo di suolo di un territorio già fortemente antropizzato e su cui gravitano 1858 abitanti per chilometro quadrato; l’impatto che una struttura su cui gravitano, oltre agli operatori sanitari, circa 160.000 utenti, ha sull’equilibrio urbanistico della città, ed in particolare sulla sua viabilità, già al limite della sostenibilità; la localizzazione fortemente sbilanciata rispetto alla dislocazione dell’utenza proveniente dalle altre comunità; anche in considerazione dell’ubicazione dell’altro ospedale provinciale; l’incremento urbanistico ed antropico che la città subirà nell’arco dei prossimi anni per effetto “naturale”, causato da tutte le altre attività che vi graviteranno”. 

Proseguono i socialisti: “Forse non è casuale che proprio il giorno prima dell’assemblea sia stata approvata la nuova legge urbanistica regionale, per la quale due degli obiettivi fondamentali sono il contrasto al consumo del suolo e la perequazione territoriale tra i vari comuni limitrofi. Il Partito Socialista, nella consapevolezza che la città di San Benedetto non possa più limitare il proprio sviluppo socio-economico sul proprio territorio, ma coordinarsi positivamente con i Comuni limitrofi nel ricercare la soluzione migliore per quelle infrastrutture di interesse comprensoriale, ritiene opportuno ed anzi necessario iniziare a dare attuazione agli obiettivi della nuova legge urbanistica, anche nell’ottica di un riequilibrio ubicazionale rispetto alle comunità poste nella zona nord della provincia, propone alla comunità sambenedettese e alle comunità limitrofe interessate di individuare nella zona compresa tra i comuni di Acquaviva Picena e Ripatransone, lungo la via Valtesino, in un’area da individuarsi opportunamente, il luogo dove realizzare il nuovo ospedale. A giudizio del Partito Socialista tale soluzione potrebbe, inoltre, fungere da impulso per affrontare e risolvere finalmente l’annoso problema della variante  stradale che consenta lo spostamento di gran parte del traffico della Statale Adriatica  al di fuori dell’abitato cittadino”.  

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