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Nel Pd è tutti contro tutti. Di Francesco accusa Perazzoli: “Non siamo un autobus”

Nervi tesi ad una settimana dall'avvio della Festa dell'Unità. Marzonetti si ribella alla campagna per il Sì: "Non c'è democrazia"
Pubblicato il 15 Settembre 2016

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non c’è mai pace in casa Pd. A poco più di una settimana dall’avvio della Festa dell’Unità, i democrat si ritrovano più spaccati che mai.
Il triplice ruolo di Antimo Di Francesco, le posizioni sul Referendum Costituzionale, l’isolamento di Paolo Perazzoli. Sono tanti i motivi di polemica in un partito che fatica a ricompattarsi dopo la debacle elettorale di giugno.

“E’ grave che chi chiese di fare il capogruppo e venne proposto dal sottoscritto, a distanza di due mesi non abbia più stimoli e motivazioni – tuona il commissario – il Pd non è un autobus, sia ben chiaro. E guarda avanti. Continuerà a investire su un nuovo gruppo dirigente per un progetto di cambiamento e rinnovamento”.

La reazione di Di Francesco arriva in seguito ad un suo primo intervento nel quale si sottolineava il rispetto per la decisione di Perazzoli. Nel mezzo però ci sono state le esternazioni dell’ex sindaco, che ha definito inopportuna la scelta di concentrare più poteri su un’unica figura.

Il ruolo di commissario terminerà tra due mesi perché il congresso comunale sarà fatto dopo il Referendum”, puntualizza Di Francesco. “Io sono a disposizione del partito. Riguardo al ruolo di capogruppo sono i consiglieri che mi hanno chiesto di rivestire questa funzione”.

In merito alla campagna referendaria, è invece Pasqualino Marzonetti ad alzare la voce: “Rimango sorpreso nell’apprendere come la Festa dell’Unità di San Benedetto sembrerebbe essersi trasformata solo ed unicamente nella festa per il Sì. In un partito in cui l’appartenenza è subordinata all’affermazione del Sì, io non ne vedo la democraticità. La festa non deve essere una festa di spot. Quello che auspico è un confronto con le controparti, cercando di capire sia le ragioni dei favorevoli che dei contrari. Io sosterrò il no, ma ritengo che la decisione debba essere cosciente e ponderata”.

Marzonetti si appella poi a Paolo Perazzoli, a cui potrebbe subentrare in caso di dimissioni da consigliere comunale. “Invito Paolo a sostenere la necessità di un confronto immediato in quell’occasione. Così come nel passato è stato in grado di dar seguito a linee politiche alternative, oggi lo sprono a portare avanti la nostra battaglia affinché si abbia un elettorato più consapevole”.

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