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Movida molesta, i comitati chiedono il rispetto delle norme. Gaspari: “Cercano solo pubblicità”

Pubblicato il 22 Marzo 2014

SAN BENEDETTO – I comitati scrivono al sindaco. Praticamente a due passi dall’avvio dell’estate, la conferenza dei Presidenti dei Comitati di Quartiere ha inoltrato agli organi competenti, sindaco compreso, una lunga lettera nella quale, in poche parole, viene chiesto un incontro con “enti e istituzioni preposti al controllo alla sicurezza per poter meglio riferire le reali problematiche percepite e ricercare insieme sistemi efficaci per la risoluzione dei problemi”.

Si parla, ovviamente, di movida e di tutti i problemi che, puntualmente,  l’accompagnano.Il tutto condito da una serie di premesse tra le quali non sono assenti focus sulla criticità della situazione: “E’ inutile ormai nascondersi – cita la lettera che porta la firma di Pierfrancesco Troli, presidente del comitato Marina Centro incaricato dalla conferenza dei comitati, di occuparsi proprio del fattore sicurezza -. Quell’idea di isola felice che ha caratterizzato l’immaginario collettivo, identificando San Benedetto come una meta in cui poter trascorrere ore di spensieratezza, serenità e relax è ormai sparita, lasciando spazio nella testa e nell’idea sia di chi in città ci vive, che di chi deve sceglierla come meta di vacanza, ad un’immagine imbruttita, decisamente pericolosa e che di certo non lascia trasparire il bello che invece la Riviera potrebbe offrire”.

C’è, tra le righe, l’analisi della situazione: “Le misure messe in campo da questa Amministrazione e da tutte le altre istituzioni – viene spiegato nella lettera – purtroppo, non si sono rivelate sufficienti ad arginare un problema che ormai ha raggiunto picchi inauditi ed impensabili. Come già sottolineato infatti, è inconcepibile assistere settimanalmente, specie in concomitanza con i week-end, ad un report che ha molto il sapore di un bollettino di guerra: strutture pubbliche distrutte, proprietà private devastate, aggressioni a cittadini inermi, risse, inseguimenti…e ci limitiamo a riportare i fatti più eclatanti, ma la lista potrebbe essere molto più ampia”.

Quindi la richiesta conclusiva: “Non si chiede di armare una crociata verso i locali – è scritto – ma che vengano attuate le tante norme vigenti ma troppo spesso disattese in materia di conformità e agibilità per ciò che concerne le licenze in possesso dei vari locali”.

All’indomani della divulgazione di questa missiva arriva però la risposta del sindaco. Che suona un po’ come una sepcie di fulmine a ciel sereno. “La Conferenza dei Presidenti dei Comitati di quartiere – afferma il primo cittadino – è un organo che, ai sensi del regolamento comunale, non esiste se non come strumento consultivo in tema di modifica dei confini territoriali dei Quartieri. Ed invece in questi anni ho ricevuto missive in cui la “Conferenza” si è occupata di tutto, dal deposito di gas alle problematiche della sanità passando per le politiche di ordine pubblico, tranne che delle problematiche di quartiere su cui ha competenza ad intervenire”.

Quindi due affondi, il primo è politico: “Ho la netta sensazione – prosegue Gaspari – che dietro quest’ampollosa intestazione ci siano le posizioni di due, massimo tre Presidenti, interessati più ad avere spazio sulla stampa che ad intavolare un serio e costruttivo confronto con il sottoscritto e gli altri organi del Comune, mirando a svolgere il ruolo di una sorta di Consiglio comunale – ombra e ponendosi in antagonismo con l’Amministrazione comunale. Non è un caso che tra loro ci siano militanti di partiti di centrodestra o candidati alle scorse elezioni in liste contrapposte a quelle che sostengono l’Amministrazione che cercano, attraverso il ruolo ricoperto nei Comitati di quartiere, una rivalsa e probabilmente il trampolino di lancio per le prossime elezioni”.

Quindi il secondo: “Un esempio, tra i tanti, che dimostra come si sia soltanto alla ricerca di pubblicità personale a buon mercato è rappresentato dal fatto che per mesi sulla stampa il Comitato di quartiere “Porto d’Ascoli Centro” ha denunciato il presunto “degrado ambientale della stazione ferroviaria di Porto d’Ascoli” fino a creare seri problemi di relazioni tra il Comune e RFI, la società delle Ferrovie dello Stato che gestisce le stazioni. Quando poi, purtroppo, la stampa ha riferito che quella stessa stazione sarebbe stata teatro di episodi di degrado sociale, ecco che improvvisamente il Comitato sparisce dalla scena e sembra che il lamentato degrado non esista più”.

Come dire: chi vuol capire capisca. Un messaggio che, forse, non era da lanciare su carta intestata. Ma i tempi sono questi. Quel che resta, alla fine, è che del richiesto incontro e delle problematiche contenute nella prima lettera, non viene fatto alcun cenno.

Qui trovate la lettera completa della Conferenza dei Comitati di Quartiere

Qui la risposta del sindaco

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