Mangialardi: “Ricorso di Italia Viva? Dispiaciuto per Urbinati, ma non gli ho sfilato il posto. La legge elettorale non l’ho votata io”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sorpreso e amareggiato. Maurizio Mangialardi ha appreso con stupore dell’intenzione di Italia Viva di ricorrere in Tribunale per vedersi riconosciuto un seggio in consiglio regionale. Il posto che teoricamente spettava a Fabio Urbinati è stato invece assegnato al candidato presidente del centrosinistra, per via di una legge elettorale che consente al secondo classificato di andare ad occupare all’opposizione il seggio dell’ultima lista promossa in assise.

“Sono dispiaciuto per Fabio, meritava di entrare, ma io non ho tolto il collegio a San Benedetto”, spiega Mangialardi a La Nuova Riviera. “Non ho responsabilità, la legge elettorale è stata approvata dal vecchio consiglio regionale del quale io non facevo parte. E’ un regolamento assurdo, fatto male e scritto con i piedi. Se l’avessi fatto io non lo avrei fatto così”.

Il primo cittadino di Senigallia prende quindi ad esempio la norma valida per i sindaci: “Sarebbe stata perfetta. Lo sconfitto si assicurava il posto e la sua coalizione prendeva i seggi a residuo della sua presenza. Quando ho letto del ricorso pensavo fosse uno scherzo, ma lo facciano. Basta che non si torni a votare di nuovo”.

Mangialardi sottolinea le numerose incongruenze previste dalla legge elettorale. Da Gianluca Carrabs che all’interno di Rinasci Marche cede il posto a Luca Santarelli pur avendo preso più voti ad Augusto Curti che tra le fila del Pd nella circoscrizione del piceno ha ottenuto più di 5 mila preferenze, il quadruplo di quelle di Urbinati. “Cosa avrebbe dovuto dire Augusto? Chiamerò Fabio per parlarci, ma io non ho sfilato il posto a nessuno. E’ un caso che io sia stato accostato a San Benedetto. Urbinati secondo la legge non è in consiglio, la sua presenza è solo virtuale in quanto il seggio che scatta per ultimo è del candidato presidente sconfitto”.


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