L’opposizione all’attacco: “Città ferma dal 2016. L’amministrazione ha prodotto solo contenziosi inutili”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In silenzio durante il consiglio comunale del primo febbraio scorso, ma agguerrita a distanza di due settimane. L’opposizione va all’attacco dell’amministrazione Piunti, colpevole di aver approvato un bilancio ‘fotocopia’ rispetto al passato.

“La città è ferma dal 2016 – tuona Tonino Capriotti – ora sembra che nel 2020 partirà la rivoluzione. Hanno fissato per ottobre l’inizio dei lavori del lungomare, segnatevi la data. Se in assise fossimo intervenuti, avremmo ripetuto le stesse cose degli anni precedenti. Ci accusano di fare teatro, mi spiace che la maggioranza non entri mai nel merito degli argomenti”.

Domenico Pellei contesta il silenzio del centrodestra, rifacendosi alle indicazioni contenute nel Tuel: “Non è vero che in consiglio la discussione spetta alla minoranza, se fosse così la maggioranza abdicherebbe al ruolo di controllo e indirizzo amministrativo”.

Il centrista entra quindi del dettaglio e analizza un documento amministrativo che promuoverebbe interventi grazie ad entrate derivanti da monetizzazioni e oneri di urbanizzazione. “Questa azione, legittima, sconfessa in maniera lampante quello che diceva Piunti nella conferenza di fine anno, ossia che ‘non deve passare il messaggio che vogliamo costruire perché ci servono i soldi’. Nel bilancio è scritto esattamente il contrario. Se non c’è bisogno di soldi non ti comporti così”. Pellei critica anche la decisione di accendere un mutuo per il rifacimento degli asfalti e ricorda le promesse non mantenute, dalla ristrutturazione del sottopasso di via Mare alla riqualificazione della piscina, passando per il restyling di piazza Pazienza.

Per Giorgio De Vecchis quella di Piunti sarà l’amministrazione che avrà realizzato meno investimenti nella storia: “Siamo arrivati all’ultimo anno, tra poco suonerà la campana e il bilancio è sconfortante. Hanno prodotto solo una marea di contenziosi inutili. L’unico utile, quello che avrebbe dovuto affermare un controllo pubblico su Picenambiente, non è stato portato avanti. Questo Comune così in basso non ci è sceso mai”.

Riguardo alla lotta alla ludopatia, Rosaria Falco sottolinea come la circolare ministeriale sugli orari per le sale slot girasse già da novembre. “Avrebbero dovuto comunicare l’esistenza di un documento che contrastava con le direttive del protocollo. Non hanno mai applicato il regolamento e si sono basati su un’ordinanza senza farla mai rispettare”.

Dura pure Flavia Mandrelli, che rivendica la scelta adottata in consiglio: “Non devono permettersi di criticarci. La nostra è stata la politica del silenzio, una mossa eclatante. Non vogliamo più dire niente, sono anni che facciamo proposte inutilmente. Piunti non sa cosa accade nella sua città e nel suo Comune. Un comportamento che riassume la sua personalità”.

Per Maria Rita Morganti l’immobilismo della giunta sarebbe rappresentato alla perfezione dalla presenza, a metà febbraio, dell’albero di Natale in via Turati, a Porto d’Ascoli: “Ancora ci sono le luminarie accese, possibile che nessuno in un mese se ne sia accorto?”. Le fa eco il capogruppo del Pd, Antimo Di Francesco: “Il bilancio è il documento principe dell’amministrazione e il giudizio è negativo. Siamo ancora nella fase dei buoni propositi, mancano i risultati. In assise abbiamo evidenziato l’assenza di contenuti, non volevamo prestarci all’ennesima replica. Mi auguro ci sia un’inversione di rotta”.


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