Lo sfogo di Marzonetti: “Mi sono opposto al comitato, non ho detto sì al project”. Il futuro è con Quagliariello

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Non ho mai detto sì al project della piscina, semmai ho detto no al comitato”. Pasqualino Marzonetti non commenta la decisione di abbandonare il gruppo dei democrat in consiglio, ma risponde a muso duro a chi in queste settimane lo ha accusato di aver ‘flirtato’ con la maggioranza.

L’esponente di Porto d’Ascoli parla apertamente di “strumentalizzazione dell’argomento” che avrebbe trasformato la legittima protesta contro l’approvazione del progetto di riqualificazione affidato ai privati in una polemica puramente politica.

Il disagio di Marzonetti nascerebbe da lontano. “Non è giusto dire che ho lasciato il Pd, in realtà non ci sono mai entrato” avrebbe confidato agli amici, facendo emergere il senso di esclusione vissuto fin dal suo ingresso nell’emiciclo di Viale De Gasperi, al posto del dimissionario Paolo Perazzoli.

Da quel giorno quasi nessuna partecipazione alle conferenze stampa organizzate dal Pd, mozioni firmate con altri membri dell’assise (su tutti Flavia Mandrelli di Articolo Uno) e profondi attriti con i vertici del partito cittadino che, a suo dire, non lo avrebbero coinvolto e accolto come sperato.

Il futuro per il momento sarà nel gruppo misto, anche se Marzonetti non ha mai negato l’interesse per il movimento Idea di Gaetano Quagliariello.

Nel frattempo il Pd si lecca le ferite e, nonostante i ‘brindisi’ di facciata, si ritrova a fare i conti con una rappresentanza ridotta a tre consiglieri. “Ci dispiace perdere un membro – commenta il segretario Edward Alfonsi – però per noi è importante il rispetto delle regole. Vale per tutti gli iscritti, nessuno escluso”.

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