L’appello del sindaco di Ascoli: “Il Governo non dimentichi le aree interne”

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ASCOLI PICENO – «L’ascolto e il dialogo con la comunità che si ha l’onore e l’onere di amministrare è fondamentale, ma serve un reale sostegno del Governo per rimettere al centro l’individuo e per non rischiare di veder cancellata l’identità e le radici del nostro Paese». Così il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, intervenuto all’Assemblea Annuale Anci di Arezzo nel corso della tavola rotonda “La città che collabora”.

«Per rilanciare i territori delle aree interne e le zone messe in ginocchio dal sisma, è necessario muoversi su un doppio binario. Avere una doppia visione, come un Giano Bifronte. Da una parte bisogna sicuramente confrontarsi e collaborare con i propri cittadini, per comprendere appieno le reali esigenze della comunità coinvolgendola nei processi decisionali. Dall’altra è necessario sconfiggere l’individualismo e il centralismo economico, lasciando da parte i numeri e dando valore all’uomo e al capitale umano. Per questo non possiamo dimenticare le aree interne dell’Italia, che rappresentano il cuore del nostro paese, l’ossatura della nostra nazione e un motore imprescindibile per l’economia italiana. È fondamentale tutelare e salvaguardare i servizi basilari per le nostre comunità: dagli uffici postali nelle frazioni alle infrastrutture di collegamento, dal mantenimento degli ospedali a quello dei punti nascita. Ecco perché il Governo deve aiutare concretamente questi territori: nel Comune di Ascoli Piceno ci sono 31 milioni di euro per la ricostruzione delle scuole che hanno subìto danni per il terremoto, ma con le procedure ordinarie saranno necessari anni per restituire istituti sicuri agli studenti. E la sicurezza non può aspettare questi tempi: urge snellire le pratiche burocratiche, urge accelerare i processi di ricostruzione derogando alla legge europea sulla concorrenza: in questo modo a lavorare nei delicati processi di rilancio post sisma potranno essere le imprese locali, garantendo maggior trasparenza ed evitando il rischio di infiltrazioni mafiose nei processi di ricostruzione. Situazioni di emergenza straordinaria possono essere superate solo con interventi straordinari. Tutti – a partire dal Governo – devono fare la loro parte, altrimenti le splendide aree interne del nostro Paese saranno inesorabilmente destinate a scomparire. E l’Italia dirà addio alla vera identità che da sempre la contraddistingue».


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