La memoria corta di Luigi Di Maio: “Il gioco è nemico del Governo”

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È un Luigi Di Maio scatenato quello che si presenta alla conferenza stampa alla Camera dei Deputati. L’argomento è il taglio degli stipendi dei parlamentari del Movimento 5 Stelle, soldi che poi saranno destinati alla Protezione Civile, ma il Ministro del Lavoro pentastellato arriva presto a parlare anche di altro.

Parla di nemici innanzitutto, perché “è chiaro come in questi mesi il Governo se ne sia fatti diversi”, creati portando avanti una serie di iniziative che stanno tagliando soldi un po’ ovunque. Nei vitalizi, ma anche nelle spese militari, nelle scuole, nella sanità. Nel gambling.

Da tempo ormai il grande avversario di questo governo è l’industria del gioco italiano. Un mondo che “è normale sia arrabbiato”, dice per sua stessa ammissione Di Maio, per cui è chiaro “che oggi i concessionari del gioco d’azzardo stiano provando ad inscenare una protesta bloccando le slot machine dicendo ‘adesso come lo pagate il reddito di cittadinanza?”. La protesta degli ultimi giorni infatti vede gli operatori del settore bloccare tutte le slot machine e i video poker per criticare le misure varate dal Governo ma “più le tenete spente più la gente spenderà i propri risparmi in economia reale, virtuosa che ci consentirà di pagare il gettito dello Stato e di pagare tutte le misure che abbiamo messo nella legge di bilancio”.

Un Di Maio scatenato, dicevamo, che parla del gioco tricolore come “una classe minoritaria che non ha mai contribuito allo sviluppo”. Una dimenticanza grave, visto che da questo comparto arrivano nelle casse erariali più di 5 miliardi di euro l’anno.

Lo ha ricordato l’Agcai in una nota diretta al suo ministero, ponendo soprattutto un particolare interrogativo: “Non sarà il suo obiettivo che coincide con quello delle multinazionali che da sempre tentano di far togliere ai governi le slot dai locali pubblici, affinché i giocatori confluiscano nelle più pericolose sale vlt dove si possono perdere anche 5mila euro all’ora?”.

La grande incognita delle misure previste dal Decreto Dignità che, tra l’altro, rende fuorilegge tutte le pubblicità di giochi o scommesse in Italia, è come queste agiranno sul piano della legalità, del flusso diretto ad altri canali non controllati, della tutela del giocatore.

Senza dimenticare che “l’economia reale e virtuosa” di cui parla Di Maio è anche quella del comparto d’azzardo. Un settore che vanta oltre 100.000 operatori in Italia, un fiore all’occhiello della nostra produzione, una fetta in cui trovano lavoro diverse identità professionali. Da oggi un po’ più in bilico, a forza di spot elettorali e proclami.

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