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Il Pd lancia la candidatura di Augusto Curti: “Nessun futuro è già scritto. Modello Marche? Questo centrodestra è un fallimento”

La segreteria provinciale ha presentato l'ex sindaco di Force che correrà per la Camera. Ameli: "Felici per la possibilità di essere nuovamente rappresentati"

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mister jones

Il Partito Democratico provinciale ha presentato la candidatura alla Camera dei Deputati di Augusto Curti alle prossime consultazioni elettorali del 25 settembre. Presenti alla conferenza stampa della candidatura c’erano la consigliera regionale Anna Casini, il segretario provinciale dei Dem Francesco Ameli e i membri della segreteria: Marica Cataldi, Claudia Capriotti, Donatella Cataldi e Marco Giobbi

Ad introdurre il candidato è stato il segretario provinciale del partito Francesco Ameli: “Siamo felici di questa opportunità – ha spiegato il segretario provinciale Francesco Ameli – dal momento che non abbiamo rappresentanti dal 2018 a Roma. Augusto è in posizione eleggibile e sono soddisfatto del fatto che non sarà soltanto un parlamentare ma anche un rappresentante autorevole di questo territorio dal momento che chi, in quest’ultimo mandato, ha rappresentato il territorio, non mi sembra abbia fatto granché”.

Curti si presenta partendo da uno dei motti presenti nel programma elettorale del Pd: “Nessun destino è già scritto – ha affermato – e credo di essere una incarnazione di quel motto viste le circostanze della mia candidatura. E lo stesso motto va tenuto in considerazione quando si parla dei risultati di queste elezioni visto che per qualcuno sembra che i giochi siano già stati fatti, invece io dico che bisogna convincere l’elettore che propende per l’astensionismo. E questo è possibile soltanto puntando sul programma del Partito Democratico, un programma che parla moltissimo di diritti, che passa attraverso i temi della famiglia e dei medici di base, del lavoro, della transizione digitale e delle politiche energetiche facendolo però in maniera seria”.

Il candidato del Pd ricorda la campagna elettorale delle Regionali: “Ho sentito promesse che non sono state minimamente mantenute – afferma – da chi è poi stato eletto per governare le Marche”. Curti parla di sanità, terremoto (da sindaco è stato in cabina di regia per la Ricostruzione), Pnrr e del costo dell’energia: “Dobbiamo parlare di progetti sulle infrastrutture – afferma – ma occorre anche parlare di energia e fissare un tetto massimo del costo dell’energia anche a livello europeo e pensare ad un piano di lungo periodo che possa rendere il nostro Paese autonomo dal punto di vista dell’approvvigionamento dell’energia elettrica”.

Curti attacca quindi il governo regionale: “Come possiamo parlare di modello Marche? – afferma – Credo che se esista un modello Marche allora sia un modello fallimentare sotto tutti i punti di vista. C’è poca attenzione per i territori. Parliamo di sanità con la riforma dell’Asur che porterà alla scomparsa di ambiti sociali delle zone montane, tanto per fare un esempio. Parliamo di terremoto. Sono arrivati dei fondi che sono stati utilizzati per fare delle piste da sci. E di queste cose se ne stanno accorgendo anche le stesse persone che due anni fa hanno votato chi oggi governa la regione”.

A lanciare la candidatura di Curti è stata anche la consigliera regionale Anna Casini: “Alle regionali – dice – Augusto ha preso 5500 preferenze. Significa che si tratta di 5500 persone che hanno scritto il suo nome. Oggi in consiglio regionale siedono persone che hanno preso meno di mille preferenze. Ma questo perché parliamo di una persona che ha vissuto in prima linea emergenze come quelle del terremoto, dell’emergenza neve, del Covid. Ha l’esperienza adatta per rappresentare il territorio Piceno a Roma”.

Casini si unisce alle critiche all’amministrazione regionale: “Avevano detto – afferma – che avrebbero riaperto i piccoli ospedali. A due anni di distanza non ne è stato aperto nemmeno uno. Per non parlare del discorso dell’aborto. Nelle Marche ci sono problemi per richiedere le interruzioni di gravidanza così come farsi prescrivere la pillola Ru486. Si sta tornando indietro rispetto a tutto il lavoro fatto negli anni Settanta”.

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