“Il mastello dove lo metto?”. Manigrasso critica le nuove modalità di raccolta differenziata a Grottammare

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GROTTAMMARE – Alessandra Manigrasso, Consigliera Comunale del Movimento 5 Stelle, sferra un nuovo attacco all’Amministrazione Comunale e alla PicenAmbiente: la critica mossa dalla rappresentante grillina riguarda le rinnovate modalità di raccolta dei rifiuti, sperimentate già dal 2015 nel Comune di San Benedetto ed introdotte nelle ultime settimane anche ai cittadini grottammaresi. La Consigliera riporta «lamentele sollevate dalla maggioranza dei cittadini», facendo leva sulle problematiche di carattere sanitario causate dall’accesso in casa dei nuovi mastelli, e all’eccessivo consumo di acqua potabile che comporterebbe il loro regolare lavaggio. «Le critiche al metodo si evidenziano per la mancanza delle più elementari norme igieniche» – spiega Manigrasso – «È impensabile riportare in casa un contenitore rimasto ore o addirittura l’intera notte in strada: questo creerebbe il pericolo di trasmissione infettive a causa delle escrezioni e secrezioni umane e non che si ravvisano sui nostri marciapiedi. Riportare in casa questi contenitori o crea come detto un pericolo igienico o un uso evitabile di enormi quantità di acqua potabile». L’invettiva dell’esponente pentastellata continua, coinvolgendo anche la società idrica CIIP SpA.: «Provate a ragionare su quanti mastelli PicenAmbiente ha distribuito nella città dove la stessa opera. A questo punto entra nella nostra riflessione il ruolo di Ciip Spa che – come riportano i quotidiani locali (13 dicembre) – ci invita a moderare l’uso dell’acqua potabile vista la crisi idrica ormai imminente, causata dal terremoto 2016 e da un autunno 2018 praticamente secco. Ciip non può sostenere di usare l’acqua in maniera razionale (non sprecarla) e poi rimanere in silenzio dinanzi ad un uso di raccolta differenziata che per la sua corretta applicazione e per una corretta igiene famigliare richiederebbe un uso enorme di acqua potabile».

Onde evitare sprechi d’acqua e di spazio nelle abitazioni, la Consigliera grillina suggerisce di sostituire i mastelli con dei sacchetti provvisti di codice a barre. «Più mastelli in un’abitazione portano via spazio vivibile» – continua – «Le abitazioni oggi, avendo dimensioni più ridotte rispetto al passato, non possono avere spazi da adibire a piccole isole ecologiche. Inoltre possiamo affermare che la raccolta differenziata con l’uso dei mastelli può essere avanzata soltanto in alcune zone della città: ci riferiamo a quelle abitazione provviste di giardini dove il posizionamento dei mastelli non incide sulla vivibilità quotidiana delle famiglie e per l’igiene degli stessi non si rende necessario il ricorso all’uso di acqua potabile.»

Alessandra Manigrasso conclude il suo intervento auspicando una diversificazione della gestione dei servizi pubblici: «La tendenza dei Comuni di dare carta bianca ai gestori è divenuta consuetudine. Se non ci si scosterà pian piano dal modello unico, si otterranno risultati non pienamente soddisfacenti dal punto di vista della qualità della differenziata. Un buon servizio è calibrato sulla base delle variabili che caratterizzano un territorio: va quindi diversificato. L’umido, poi, è un altro tasto dolente e oneroso: essendo da cassonetto è di scarsissima qualità, e ovviamente per conferirlo i costi lievitano. Una differenziata da rivedere…».


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