Il consiglio come il calciomercato: dieci cambi di casacca in tre anni

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I cambi di casacca in Parlamento sono all’ordine del giorno e non dovrebbero rappresentare un caso l’esatta trasposizione nei consigli comunali cittadini. Partiti che nascono, altri che si sciolgono, a cui si sommano liti, divorzi e nuovi accordi nati in corso d’opera.

Dieci passaggi da una forza politica all’altra equivalgono però ad un record assoluto, soprattutto se contenuti in un arco di tempo di poco più di tre anni.

Ad entrare nel Guinnes è l’assise sambenedettese dove tutto è stato stravolto rispetto alla fotografia del 9 luglio 2016, giorno di insediamento dell’amministrazione Piunti.

Allora seduto tra i banchi dell’emiciclo c’era Paolo Perazzoli, grande sconfitto alle elezioni, che decise di mantenere il suo seggio in quota Pd per circa dodici mesi, salvo poi passarlo al primo dei non eletti quando si trattò di aderire ad Articolo Uno. Ecco allora l’ingresso di Pasqualino Marzonetti, meteora dem che sarebbe presto confluita nel gruppo misto.

Della civica di Perazzoli, Rinnovamento e Progresso, faceva parte Marco Curzi. Pure per lui ingresso quasi imminente nel gruppo misto (con tessera socialista) assieme a Bruno Gabrielli, fuoriuscito da Forza Italia dopo vent’anni, e Rosaria Falco, in rotta con Siamo San Benedetto.

A tal proposito, è proprio la civica del centrodestra ad aver subito la maggior metamorfosi. Il capogruppo Pierfrancesco Troli e Antonella Croci sono passati a Fratelli d’Italia, mentre Emidio Del Zompo si è accodato indirettamente alla Lega.

Meloniano anche Giovanni Chiarini, presidente dell’assise eletto con San Benedetto Protagonista, mentre sul fronte della minoranza Flavia Mandrelli ha salutato anzitempo la lista Uniti per San Benedetto per accasarsi in Articolo Uno.

L’ultimo a ‘migrare’ in ordine di tempo è stato Tonino Capriotti. L’ormai ex Pd è approdato ad Italia Viva ed essendo al momento l’unico renziano del consesso potrebbe finire nel misto come accaduto a Fabio Urbinati in Regione. Solo l’adesione di un altro consigliere consentirebbe la creazione del gruppo consiliare.

Un elenco lunghissimo che non contiene il nome di Andrea Assenti. Nel caso dell’assessore fondatore di Siamo San Benedetto il suo trasloco in Fratelli d’Italia è avvenuto assieme agli altri colleghi del centrodestra, senza tuttavia generare contraccolpi all’interno del consiglio.


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