Il caso De Scrilli finisce in consiglio comunale: “Perché il Comune lo ha querelato?”


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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il caso De Scrilli finisce in consiglio comunale. In occasione della prossima assise di febbraio, Italia Viva – appoggiata dall’intera minoranza – presenterà un’interrogazione per chiedere all’amministrazione “quale sia l’interesse pubblico e soprattutto il motivo della querela proposta”.

L’avvocato sambenedettese è stato querelato dal Comune di San Benedetto a causa di un post scritto su Facebook nel quale poneva dei quesiti su una transazione avvenuta tra l’amministrazione e un’azienda privata del territorio.

“Entrando nel dettaglio, si tratta di un Decreto Ingiuntivo emesso da una Società, nel quale si intimava il pagamento, quale corrispettivo di servizi prestati in favore del Comune, pari a 8.320,00 euro, oltre spese legali ed interessi di mora. Rispetto a questa richiesta il Comune si opponeva, istaurando un procedimento civile avanti al Tribunale di Ascoli Piceno”, afferma Tonino Capriotti. “Seguiva una trattativa tra le parti per valutare una possibile conciliazione: la proposta di transazione inviata dalla controparte prevedeva la rinuncia al decreto ingiuntivo da parte della società, e l’abbandono da parte del Comune del procedimento di opposizione pendente davanti al Tribunale di Ascoli Piceno; tale accordo doveva essere poi ufficializzato con apposito verbale di conciliazione. Trattavasi quindi a mio avviso di un accordo di buon senso, che ha evitato i costi ed i tempi di un procedimento giudiziario, ma che legittimamente ha generato degli interrogativi da parte di molti cittadini, così come é stato apprezzato da molti, che considerano un comportamento virtuoso evitare, da parte di una Amministrazione, quanto più possibile le liti giudiziarie nei confronti dei privati, così come le querele inutili e spesso foriere di danni economici e d’immagine dell’Ente. Ricordiamo che il diritto di critica è tutelato dalla nostra Costituzione, che sottolinea che “tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione”, a maggior ragione quando si tratti di critica politica”.

Prosegue il consigliere comunale renziano: “Pur trattandosi di casi giudiziari differenti, mi ha molto sorpreso il differente comportamento adottato dall’Amministrazione nei confronti dell’avvocato De Scrilli, ancor di più dopo una sentenza di primo grado che la vede soccombente nei suoi confronti, ricorrendo in appello avverso la stessa. Quest’atteggiamento contravviene al buonsenso manifestato nel primo procedimento citato, in quanto sarebbe stato più semplice e lineare rispondere direttamente al post di De Scrilli con un comunicato stampa, dichiarando e chiarendo semplicemente la verità di quanto accaduto. Perché non é stato fatto? Vorremmo a questo punto conoscere quali sono i costi sostenuti dall’Ente per la querela ed il ricorso in appello, e chiedere se non si ritenga che sarebbe stato più opportuno un chiarimento a beneficio di tutti i cittadini, rispondendo alla domanda sollevata dall’Avvocato De Scrilli, come misura sufficiente e senz’altro meno onerosa per l’Ente”.


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