domenica 24 Ottobre 2021 – Aggiornato alle 21:56

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Verso il voto

I candidati sindaco litigano sull’ospedale. Canducci: “Con Acquaroli niente è cambiato”. Piunti: “No a critiche di chi ha governato cinquant’anni”

Confronto acceso in piazza Giorgini. Bottiglieri: "Temo che possano toglierci pure quello che c’è". Spazzafumo: "260 posti letto per acuti numero ideale". Angelini: "Ipotesi Spinetoli non archiviata"
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SAN BENEDETTO DEL TRONTO
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Tanti candidati, pochissimi cittadini. L’incontro sulla sanità organizzato dal comitato Salviamo il Madonna del Soccorso e dai quartieri raccoglie in piazza Giorgini oltre 100 persone. Tra loro però si riconoscono soprattutto esponenti delle varie liste a supporto di Pasqualino Piunti, Antonio Spazzafumo, Paolo Canducci, Aurora Bottiglieri e Serafino Angelini.

Sul palco i candidati sindaco non si risparmiano stoccate incrociate, con Piunti che – ovviamente – incassa gli affondi dei rivali. “Era più opportuno che oggi ci fossero esponenti della Regione – provoca Canducci – dopo dodici mesi niente è cambiato. Le chiacchiere stanno a zero, non occorre un anno per acquistare macchinari nuovi e cambiare i dirigenti. Un anno è sufficiente per dettare una linea, a San Benedetto ci raccontano la favola dell’ospedale nuovo. C’è un deficit di personale sanitario rispetto al Mazzoni. Questo ci crea problemi. Al Madonna del Soccorso c’è meno personale in proporzione alla domanda. Il rapporto andrebbe riequilibrato”.

Spazzafumo chiede che il laboratorio analisi torni in piena autonomia “per evitare perdite di tempo nel trasporto ad Ascoli” ed evidenzia che “250-260 posti letto per acuti sarebbe il numero ideale per il nosocomio rivierasco, a cui aggiungerne altri 20 per i casi covid”.

La Bottiglieri auspica che la situazione non si aggravi ulteriormente: “Quello che abbiamo dobbiamo tenercelo stretto. Per gli interventi oncologici vengono da Fermo e Ancona. Poi certamente reparti come otorinolaringoiatria e cardiologia devono ripartire, chirurgia è messa malissimo e radiologia dovrebbe tornare ciò che era un tempo. Il mio timore è comunque che possano toglierci pure quello che c’è. Per quello che riguarda il nuovo ospedale, questo deve essere di primo livello, a San Benedetto e in una zona accessibile a tutti”.

Piunti ascolta, ma una volta arrivato il suo turno sbotta: “Abbiamo votato in consiglio un documento propedeutico all’implosione del progetto sciagurato di Pagliare. La politica locale è chiamata a recarsi in Regione e noi lo facciamo. In passato l’assessore alla sanità era anche il presidente. Ceriscioli non venne mai a San Benedetto. Al contrario, oggi ci rapportiamo ciclicamente con Saltamartini e tra qualche mese vi accorgerete della differenza col passato. Non si possono addebitare responsabilità a chi c’è da un anno, soprattutto se a criticare è la sinistra che ha governato cinquant’anni”.

Angelini non rinuncia ad una provocazione: “Non è vero che è stata abbandonata del tutto l’idea di Spinetoli, ad oggi c’è solo una mozione che la boccia. Servono analisi relative alla popolazione relative ai bisogni. Queste poi vanno discusse in Regione e se la Regione non ascolta ci si deve rivolgere a Roma”.

Le diverse posizioni della Lega sulla collocazione dell’ospedale non passano inosservate. Per una Rosaria Falco sostenitrice delle battaglie del Salviamo il Madonna del Soccorso, ci sono Luigi Olivieri e la coordinatrice Laura Gorini che sposano la linea del comitato Io Resto Qui. Anomalia subito rimarcata da Canducci: “Piunti deve fare i conti con tesi differenti nella sua squadra. La smetta di parlare del passato e pensi al presente. In Regione ci parlano di ospedale nuovo, ma intanto ad Ascoli finanziano gli ampliamenti dei reparti. Adesso al governo c’è il centrodestra”.

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