Le multe pagheranno la videosorveglianza. In campo telelaser e photored. Vesperini: “Mani nelle tasche dei cittadini”

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GROTTAMMARE – Dispositivi “Photored” ai semafori e telelaser lungo la Statale. E’ quanto scritto, nero su bianco, su una delibera di Giunta che ha di fatto dato il via libera all’installazione da un lato dei dispositivi che saranno piazzati su alcuni semafori che si trovano sul territorio comunale grottammarese e dall’altro di telelaser che, ad intermittenza, saranno messi a rilevazione della velocità in due distinti tratti della Statale 16: quello a Nord del centro e quello compreso tra la zona Fornace e l’area del centro commerciale Orologio.

Una delibera che manda su tutte le furie il consigliere di opposizione Lorenzo Vesperini che, nel 2016, lanciò l’allarme proprio relativamente alla possibilità che potessero venire utilizzati quei dispositivi e che oggi parla di una “uscita allo scoperto” del sindaco Piergallini. E’ stato lo stesso primo cittadino, tra l’altro, nel corso della riunione avvenuta ieri sera con i residenti di via Cilea, a confermare che i dispositivi di controllo delle strade saranno posizionati e che i fondi delle multe saranno investiti nell’impianto di videosorveglianza. Una strategia che il capogruppo di Grottammare Città Unica boccia su tutta la linea.

“La nostra denuncia – spiega Vesperini – è partita in consiglio comunale il 27 ottobre 2016 proprio perché già nel regolamento sulla videosorveglianza veniva svelato il reale indirizzo di quel provvedimento. Ora è arrivata la delibera dove si decide l’installazione lungo la rete viaria che va da nord a sud per tutto il tratto della S. S16 Photored utili a rilevare con foto segnaletiche le infrazioni al codice della strada a danno dei cittadini. Ricordo ancora la nostra proposta, in merito alla videosorveglianza, era quella di garantire la tutela dei bambini, i giovani, i diversamente abili e gli anziani, prevenire e reprimere i reati e le attività illecite, i furti predatori, gli episodi di microcriminalità tutelando i beni di proprietà pubblica”.

Proprio in virtù della funzione “punitiva” dei dispositivi si aprì, all’epoca, un acceso dibattito in consiglio: “Ci opponemmo – afferma – chiedendo al consiglio la rimozione del passaggio nel quale era previsto in maniera non troppo celata l’istallazione di strumenti utili alla rilevazione delle infrazioni del codice della strada. Bastava applicare la mozione da noi proposta e approvata dal consiglio, la quale prevedeva un piano urbano del traffico dove educare gli automobilisti con aree urbane canalizzate riducendo drasticamente le infrazioni, pericoli e incidenti, invece di nascondersi dietro finte azioni a tutela alla sicurezza. Quest’amministrazione per l’ennesima volta mette le mani in tasca ai cittadini, finanziando la videosorveglianza, la spesa corrente e i buchi di bilancio da riaccertamento (2015) con le foto segnaletiche del Photored che invece di salvaguardare hanno il solo scopo di far cassa con multe salatissime a danno dell’intera cittadinanza”.