Furia Benigni contro Urbinati: “Opportunista e incoerente”. Alleanza Pd-Italia Viva per le Comunali a rischio

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’alleanza tra il Pd e i renziani in occasione delle elezioni amministrative del 2021 è tutt’altro che scontata. A far emergere tutto il malumore del centrosinistra è Claudio Benigni, che va all’attacco di Italia Viva. “Pensa davvero che il modus operandi dei suoi esponenti possa aiutare il Pd a sedersi ad un tavolo di coalizione, visto che ogni giorno di più si mostra ostilità verso il nostro partito?”.

Il riferimento del segretario dem del circolo di Porto d’Ascoli è a Fabio Urbinati, al quale Benigni contesta un atteggiamento scorretto, teso ad alimentare tensioni.

“Il suo assillo è quello di seguire le vicende interne al Pd per poi attaccare i suoi rappresentanti.  L’ultimo caso in ordine di tempo, contro la Casini e sul tema del porto, è davvero risibile. Visto che nel corso degli ultimi quindici anni lo stesso ha ricoperto ben tre ruoli a partire da quello di assessore comunale al tempo della giunta Gaspari, passando a quello di responsabile provinciale del Settore Pesca per finire con la funzione di consigliere regionale nel quinquennio appena trascorso, in tutta sincerità è davvero poco credibile che oggi decida di puntare il dito contro altri, vestendo i panni del Pasqualino Piunti che casca dal pero. Qualcuno mi potrebbe obiettare che in fondo dice e fa le stesse identiche cose del suo pigmalione Matteo Renzi, ed anche questo è vero, anche se ritengo che l’esponente sambenedettese farebbe bene a preoccuparsi della sua formazione politica, punto”.

L’ex capogruppo Pd, che nel 2015 sfidò proprio Urbinati nella corsa per un posto in Regione, torna a quel periodo, togliendosi numerosi sassolini dalle scarpe. “A pochi mesi dalla fine del mandato di Gaspari uscì dalla giunta sambenedettese e iniziò la sua campagna elettorale cavalcando con arguzia l’onda del renzismo ma sopratutto dissociandosi dalla giunta, sputando nel piatto dove aveva mangiato e che aveva contributo a renderlo noto. Non approfittai di quella manifestazione poco coerente, pur sapendo che potevo trarne vantaggio. Oggi, a distanza di cinque anni, si dimette da capogruppo regionale del Pd, entra legittimamente in un nuovo partito e inizia però ancora una volta la sua campagna elettorale, denigrando ogni giorno che passa i suoi ex compagni di partito ma in particolare prendendo le distanze dal suo ex governatore Luca Ceriscioli. Ed allora ti chiedi se tutto ciò possa essere considerata normale. Ed allora ti chiedi se i cittadini abbiano ben compreso. Ed allora ti domandi se l’ambizione personale possa sempre giustificare simili atteggiamenti. Tutto ciò ha un nome e cognome: opportunismo e incoerenza”.

Prosegue Benigni: “L’ex capogruppo che rivendica il buon Governo della regione Marche e quindi di se stesso afferma al contrario che Ceriscioli debba farsi da parte? Se Urbinati chiede un nuovo presidente per voltare pagina, perché questo discorso non dovrebbe valere anche per i consiglieri, facendosi da parte lui stesso? Questo sì che sarebbe coerente. Ad ogni modo pur non volendo fare l’avvocato di Ceriscioli, ritengo che spetti ai cittadini dire se deve farsi da parte o meno, attraverso delle primarie di coalizione”.


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