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Festa de L’Unità, il centrosinistra recita il mea culpa: “Piunti sindaco per nostra responsabilità”

Pd, Articolo Uno, Udc, Italia Viva e Rifondazione: "Siamo maggioranza in città, ma serve gioco di squadra"
Pubblicato il 9 Agosto 2020

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le critiche all’amministrazione Piunti non mancano, ma a far notizia è piuttosto il reiterato ‘mea-culpa’ dell’intero centrosinistra, riunitosi sabato sera alla Festa de L’Unità di San Benedetto. A passarsi il microfono ci sono esponenti di Pd, Italia Viva, Udc, Articolo Uno e Rifondazione Comunista che nel 2016 vissero la disfatta di Paolo Perazzoli, ‘sgambettato’ dalla sua stessa coalizione.

“L’opposizione è maggioranza in questa città – ricorda Antimo Di Francesco – all’epoca ci furono responsabilità da parte di tutti, me compreso. San Benedetto venne consegnata al centrodestra. Qui ci sono consiglieri comunali che hanno preso 600 voti, noi siamo rappresentativi avendo avuto un rilevante consenso elettorale. Se ci sarà la volontà di tutte le forze politiche, l’anno prossimo potremo vincere”.

A rispolverare ulteriormente l’appuntamento elettorale di quattro anni fa ci pensa la segretaria di Articolo Uno Stefania Spacca: “La vittoria di Piunti fu frutto di una mancata unione, va ricordato. Non parleremmo di giunta di centrodestra se avessimo fatto una scelta coerente”.

Passano pochi minuti e dal coordinatore di Rifondazione Comunista Matteo Cicconi giungono punzecchiature al ruolo dell’opposizione, ritenuto debole e poco incisivo, alle quali si aggiunge l’ennesimo riferimento al ko di Perazzoli: “Non è inutile ricordare come si arrivò alla vittoria di Piunti, la questione non è superata. Occorre fare un lavoro radicalmente nuovo”.  Parole che però non piacciono né a Domenico Pellei (“per dire ciò che penso mi sono beccato una querela, bisogna candidarsi e metterci la faccia”), né a Di Francesco: “A volte chi è fuori dal consiglio comunale fa opposizione all’opposizione. Serve un gioco di squadra, non va trovato il pelo nell’uovo”.

La sintonia torna quando si tratta di dare un voto alla giunta in carica. La bocciatura è unanime. Nel mirino finiscono inevitabilmente le questioni dell’ex scuola Curzi, del Ballarin (“sono intervenuti perché obbligati dal Prefetto”, tuona Capriotti), della mancata riqualificazione della piscina comunale e della politica urbanistica.

Da segnalare tra il pubblico anche la presenza di Giorgio De Vecchis, candidato alle Regionali in sostegno di Francesco Acquaroli.

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