martedì 18 Gennaio 2022 – Aggiornato alle 06:14

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L’intervento

Ferrovia Salaria, Fioravanti: “Il Governo introduca il tema dell’idrogeno. Potrebbe essere un progetto pilota”

"Questo territorio non è uscito dall’isolamento perché c’è stata sempre una divisione geografica e politica. Questo ha provocato un indebolimento, dobbiamo far parte di un unico progetto"
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ASCOLI PICENO
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Agire in maniera compatta, come territorio unico. Marco Fioravanti lancia un monito chiaro nel corso della tavola rotonda per la Ferrovia Salaria svoltasi venerdì mattina ad Ascoli

“Dobbiamo essere onesti e fare un mea culpa”, afferma il sindaco del capoluogo Piceno. “Questo territorio non è uscito dall’isolamento perché c’è stata sempre una divisione geografica e politica. Questo ha provocato un indebolimento, dobbiamo far parte di un unico progetto. Dobbiamo essere tutti protagonisti. Se realmente vogliamo avere una idea condivisa, dobbiamo coinvolgere tutti. Il primo aspetto è avere una visione comune”.

Fioravanti guarda positivamente alla possibilità di ottenere finanziamenti grazie al Pnrr, ma avvisa: “I soldi ci sono, adesso la sfida è quella di accelerare le procedure. Dobbiamo rilanciare tutta l’Italia centrale. Dal territorio deve uscire una voce univoca al governo di finanziare lo studio di fattibilità. In questo momento dobbiamo anche sollecitare il ministero delle infrastrutture affinché realizzi uno studio di fattibilità reale anche comprendendo le nuove tecnologie. Quando sarà realizzata la ferrovia dovremo essere avanti, dobbiamo introdurre il tema dell’idrogeno, non possiamo pensare a sistemi che supereremo con la transizione ecologica. Potrebbe essere un progetto pilota, visto che il tratto non è lunghissimo. Il Governo potrebbe avere il coraggio di portare la transizione ecologica in questo intervento, in modo da rilanciare l’Italia centrale”.

Un pensiero, inevitabilmente va anche alle zone colpite dal sisma del 2016: “Il governo avanzi il progetto reale di rilancio economico delle aree interne. Se rifacciamo le case nuove, ma vuote, non serve a nulla. Se l’Italia non considera una ricchezza il rilancio dell’Appennino centrale non ha futuro”.

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