Edilizia popolare, Primavera: “Gravi responsabilità del Comune. Gaspari ha fatto poco, Piunti nulla”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Sono felice che l’Erap sottolinei un problema che io evidenzio da tempo”. Daniele Primavera commenta le parole del responsabile del presidio di Ascoli Piceno, Ettore Pandolfi, preoccupato per la situazione relativa agli alloggi popolari in riviera.

“Denuncio la questione fin dai tempi di Gaspari”, afferma il segretario del sindacato Unione Inquilini. “Si sarebbe dovuta promuovere una pianificazione che negli ultimi quindici anni non c’è stata. Ascoli ha avuto una programmazione assai migliore della nostra”.

A San Benedetto non ci sono attualmente alloggi disponibili e i pochi liberi sono bisognosi di consistenti interventi manutentivi. Scenario diverso da quello del capoluogo di provincia, dove le cose vanno meglio malgrado il numero dei residenti tra le due cittadine sia ormai quasi identico.

“La precedente amministrazione qualcosa aveva fatto, tuttavia la gestione dei progetti si è prolungata per troppo tempo. Alcuni progetti previsti ancora non sono stati consegnati. Piunti invece non ha fatto niente. Se oggi la situazione è grave, domani sarà ancora più grave. Il problema dell’edilizia pubblica è che i frutti del lavoro si vedono dopo molti anni. Tra il reperimento del terreno, la valutazione geologica, le gare, le costruzioni e le assegnazioni passano, se va bene, almeno cinque anni. Ascoli ha programmato bene, ancora prima di Castelli. Non ne faccio una questione politica, non faccio distinzioni, mi interessano le case popolari. Ad Ascoli sono arrivate delle risposte, con pianificazioni che potevano pure sembrare ambiziose”.

L’Erap si è incontrata più volte con gli uffici comunali per sbloccare le opere già finanziate e portare a conclusione quelle avviate. Attualmente sono in corso i lavori del P.R.U.A.C.S. per un totale di 33 alloggi.

“Sono quelli annunciati da anni – insiste Primavera – non sono mai alloggi nuovi. Al momento ci sono più di 200 domande, nonostante i criteri per arrivare ad una casa popolare siano diventati più restrittivi”.


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