Dimissioni di Assenti, Piunti a un bivio: nuova nomina o immobilismo? Ecco tutti gli scenari

Print Friendly, PDF & Email

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Andrea Assenti si dimette e sul piatto restano la carica di vicesindaco e un assessorato pesante come quello ai lavori pubblici. La domanda a questo punto sorge spontanea: chi sostituirà nella giunta l’avvocato sambenedettese?

La questione è numerica, ma soprattutto politica. Assenti è un militante di Fratelli d’Italia e i meloniani di sicuro pretenderanno di riempire la casella con un esponente del loro raggruppamento. C’è poi il ruolo di vice che potrebbe rappresentare una sorta di ‘contentino’ nel complesso gioco degli equilibri interni.

Qualora l’assessorato venisse assegnato ad un esponente di Fdi, uno degli indiziati sarebbe Pierfrancesco Troli. Così facendo si libererebbe un posto in consiglio comunale con l’ingresso del primo dei non eletti. Attenzione: la lista presa in considerazione non sarebbe quella di Fratelli d’Italia, bensì quella di Siamo San Benedetto, che elesse l’ex presidente del quartiere Marina Centro nel 2016. L’ingresso pertanto spetterebbe a Francesca Lelli.

Altro scenario: assessorato affidato ad un berlusconiano. Non è un mistero che Stefano Muzi ambisca alla carica, soprattutto dopo le dimissioni da presidente della commissione lavori pubblici ceduta a Marco Curzi. In questo caso ad accedere in assise sarebbe Igor Amabili, mentre se si pescasse tra Gianni Balloni o Giacomo Massimiani (entrambi di Fdi, ma fin dall’insediamento), ecco che la promozione nell’emiciclo spetterebbe a Nicolino Piunti. Va detto che incarichi a Balloni e Massimiani ad oggi appaiono assai improbabili, visto che già guidano due commissioni consiliari come sanità e sicurezza.

C’è infine un’ulteriore ipotesi, ossia quella dell’immobilismo: il sindaco Piunti potrebbe non sostituire Assenti e ‘impossessarsi’ alla delega ai lavori pubblici, che si sommerebbe a quella all’urbanistica. La giunta in questo modo scenderebbe a sei elementi, con la carica di vice che potrebbe andare a Tassotti, nel caso si volesse ricompensare Fratelli d’Italia.


© RIPRODUZIONE RISERVATA