Dalla maggioranza all’opposizione. Rosaria Falco racconta la sua evoluzione: “Mi fidavo di loro, ma quando criticavo non mi filava nessuno”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dalla maggioranza all’opposizione nell’arco della stessa consiliatura. Da fedelissima esponente dell’amministrazione a dura contestatrice della stessa. La storia di Rosaria Falco dal 2016 ad oggi racconta una clamorosa metamorfosi, con la diretta interessata che fa parziale mea culpa. “All’epoca mi venivano illustrate le cose da un solo punto di vista, non mi confrontavo con le persone che la vedevano da un’altra prospettiva”.

Tanti i casi su cui soffermarsi. Dalla vicenda Gabrielli alla querela a Primavera, passando per la questione relativa al project della piscina.

“Dovete mettervi nei panni di una persona che in politica non c’era mai stata – spiega la Falco – rispondevo ad una maggioranza, le voci contrarie non erano bene accette. Le mie critiche erano partite nove mesi prima del mio addio, su qualsiasi argomento che non mi convinceva provavo a dire la mia, nessuno mi filava. Le mie osservazioni avvenivano in privato”.

Nell’aprile 2017, quando era ancora una componente della lista Siamo San Benedetto, la Falco votò la sfiducia all’allora presidente del consiglio: “Non era ammesso un parere contrario, mi dissero che Gabrielli bloccava il lavoro di Andrea (Assenti, ndr), che era il mio partner politico. Non avrei avuto strumenti per oppormi, da sola non sarei stata influente e non ne sarei stata nemmeno capace, onestamente. L’ho capito in seguito, Bruno poi ha compreso”.

Capitolo Primavera. La querela all’ex consigliere di Rifondazione è partita quando la Falco sedeva tra i banchi del centrodestra: “Da dentro la maggioranza mi dissero che c’erano dei cittadini che telefonavano a Piunti credendo che il gestore della pagina fosse lui. Che fosse Primavera era evidente, si sapeva. Il sindaco si giustificò con noi spiegandoci che voleva fare la denuncia perché alcuni cittadini ci erano cascati e che pure Castelli gli aveva telefonato. Io, a dire la verità, non ci ho mai creduto”.

Infine, un chiarimento sul project della piscina. “Il progetto mi piaceva, mi piaceva il disegno. Non ero un’esperta o un tecnico. Mi fidavo dell’assessore Assenti, mi ero candidata con lui e su sua richiesta. Ero la sua spalla, non ne ho mai fatto mistero. Ho agito in totale buona fede, mi ero informata soprattutto per quel che riguardava il beneficio pubblico della riqualificazione, mi fu detto che tutto era regolare e senza sproporzioni. Mi sono fidata”.


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