Cupra, opposizione all’attacco sui lavori alla scuola. “Si stanno perdendo tempo e denaro. Perché è stato ignorato il professor Dezi?”

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CUPRA MARITTIMA – Opposizione all’attacco, a Cupra, in merito alla scuola. Il gruppo “Cupra Obiettivo Comune” composto dai consiglieri Luca Vagnoni, Graziano Cognigni e Valerio Sbaffoni ha infatti acceso i riflettori sul progetto per i lavori di sistemazione dell’edificio scolastico. “L’Amministrazione Comunale – affermano i tre consiglieri – ha cambiato la squadra di tecnici che dovrà svolgere lo studio e redigere un nuovo progetto per la sistemazione dell’edificio scolastico attuale. Così facendo è stato vanificato tutto il lavoro svolto finora dagli esperti dell’Università Politecnica delle Marche, adducendo la scelta al costo ritenuto troppo oneroso. Possiamo anche capire le esigenze dell’Amministrazione nel voler modificare il progetto (oltre che oneroso anche molto impattante) ma non riusciamo a capire perché non sia stata presa in considerazione  la seconda opzione proposta dal Professor Dezi dell’Università Politecnica delle Marche che prevedeva l’utilizzo di tecniche tradizionali  non invasive e molto meno onerose, invece di ricominciare da capo, perdendo molto tempo e denaro”.

Vagnoni, Cognigni e Sbaffoni continuano: “Noi crediamo che il pool messo a disposizione dall’Università Politecnica delle Marche fosse ben in grado di proporre un progetto diverso considerando l’alto profilo scientifico del Professor Dezi e del suo staff. Inoltre  visto che non vi era necessità di fare una gara di appalto per l’assegnazione della progettazione, non comprendiamo come mai si possa affidare un incarico e la direzione dei lavori a dei tecnici che vengono da molto lontano con tutte le problematiche che la distanza comporta. Al contrario, l’amministrazione comunale avrebbe avuto la possibilità di avvalersi di professionisti di alto profilo locali. Oltretutto questa scelta comporta favorire economicamente (parliamo di una cifra vicina a 100.000 euro) una delle regioni più ricche d’Italia (la Lombardia) penalizzando i tecnici e professionisti locali, spostando così benefici economici altrove.”


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