Covid, Casini contro la Regione: “Sullo screening imbarazzante teatrino. Cambio di rotta ormai tardivo”

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ANCONA – La scuola e la sua riapertura in tempo di covid sono il pretesto per un nuovo scontro politico tra Pd e centrodestra. “Assistiamo in queste ore a un imbarazzante teatrino su uno degli argomenti che più sta a cuore a moltissime famiglie”, tuona Anna Casini. “Solo pochi giorni fa la proposta avanzata dal Pd di effettuare tamponi rapidi nei pressi dei plessi scolastici veniva bollata dalla maggioranza come inaccettabile e come mera speculazione politica, oggi invece Acquaroli e i suoi si ravvedono e, tentando un cambio di rotta, decidono di far fare i tamponi, però solo nell’ambito dello screening di massa che come è noto è ormai ultimato”.

Per l’ex vicepresidente della Regione si tratta pertanto di “una presa in giro” da parte della giunta: “Forse non sa che la stragrande maggioranza degli studenti delle scuole secondarie è composta da minorenni e ignora le loro difficoltà, quelle dei genitori e del personale scolastico che dovrebbero girare le Marche come trottole. Diventa difficile immaginare una corsa al tampone dei 77.000 studenti nei pochi punti rimasti operativi e lontani dai centri più popolosi. Dovrebbero ascoltare meglio le nostre semplici ed efficaci proposte: tamponi rapidi per studenti e personale scolastico da fare nei pressi delle scuole superiori”.

Polemica anche sugli investimenti: “È poi annunciato con il solito tono trionfalistico l’utilizzo di 3 milioni di euro per il ricambio dell’aria nelle scuole. Una cifra irrisoria per le 1200 scuole delle Marche che quindi non può rispondere al fabbisogno regionale, stanziato con  quattro mesi di ritardo sulla tabella di marcia e che diventerà operativo se tutto andrà bene il prossimo anno. Ci tengo a ricordare che la famosa delibera di Acquaroli che datava la riapertura delle scuole al primo febbraio venne emanata quando la regione era in zona gialla –  conclude la Casini – da quel momento non è stato fatto nulla, solo l’annuncio dello screening e degli impianti di aerazione fatti ieri con la solita disorganizzazione e l’istituzione di un tavolo programmato per domani, dopo settimane di silenzio e a cinque giorni dalla millantata apertura”.


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