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Conte a San Benedetto: “Non siamo come gli altri, abbiamo rispettato l’80% degli impegni presi. La sanità pubblica è stata devastata”. FOTO-VIDEO

L'ex presidente del Consiglio al porto: "Abbiamo lavorato fin dal 2019 al progetto SalvaMare. Veniamo denigrati pubblicamente, ma se la nostra immagine è distorta è perché hanno interesse a farlo. Quello di Draghi è stato un passaggio complicato, eravamo in piena pandemia"

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Giuseppe Conte a San Benedetto, quasi un anno dopo l’ultima volta. Ma se nel settembre 2021 l’approdo in riviera era utile a sostenere la corsa alle amministrative di Serafino Angelini, stavolta l’obiettivo sono le elezioni politiche.

“Il 25 settembre è il momento della verità”, dice l’ex premier sul palco allestito al porto. “Se rimarrete a casa lascerete scegliere i soliti noti, è importante votare. Non siamo tutti uguali, io non sono uguale agli altri. Abbiamo rispettato l’80% degli impegni presi nel 2018. Non c’è altra forza politica che lo abbia fatto. Ogni giorno si discute di cose inutili, il sistema informativo non ci aiuta. Ci trascinano in polemiche”.

Il leader del Movimento Cinque Stelle rivendica i suoi tre anni alla guida del Paese e non lesina critiche a Mario Draghi, con cui ammette di aver vissuto un rapporto turbolento: “Ci avete conosciuto quando le cose andavano male, nel momento più duro, sapete chi siamo. Veniamo denigrati pubblicamente, ma sapete che se la nostra immagine è distorta è perché hanno interesse a farlo. Quello di Draghi è stato un passaggio complicato, eravamo in piena pandemia. Quel buontempone di Renzi ha fatto una crisi al buio, ha interrotto un percorso importante, cosa dovevamo fare? Dovevamo mandare il Paese in malora? Ci siamo assunti la responsabilità di sostenere un governo di cui avvertivamo tutta la complessità. E’ stato un consenso condizionato. Volevamo continuare le battaglie avviate”.

In merito alla crisi energetica, Conte rivela: “L’emergenza era già scritta. A marzo litigai con il Presidente del Consiglio. Adesso si può dire, prima non si poteva, avevamo tutti i giornali contro. Tutti parlavano di corsa al riarmo, erano tutti assuefatti pensando che investendo 10 miliardi si sarebbe vinta la guerra”.

Inevitabile un pensiero alla pandemia, vissuta in prima persona fin dalla sua esplosione: “Durante il covid sono stato a rompere le scatole in Europa, con dignità, fino a quando non ho fatto capire che l’unica soluzione era tutelare l’intero mercato europeo che si stava disintegrando. Noi abbiamo investito in sanità e dobbiamo continuare. Il sistema pubblico è carente, lo abbiamo visto. La sanità pubblica è stata devastata. Ci sono liste interminabili per fare un esame, se vai al pronto soccorso in codice verde rischi di starci tre giorni. La medicina territoriale non esiste più”.

Affiancato dall’ex ministro per l’Ambiente Sergio Costa, Conte aveva in precedenza incontrato i rappresentanti della marineria locale. Non un confronto casuale, con i pescatori sambenedettesi che negli ultimi anni si sono impegnati nel riportare a terra tonnellate di rifiuti. “L’approvazione della Legge Salvamare è stata fortemente voluta da Movimento. Ci abbiamo lavorato fin dal 2019, non facciamo chiacchiere, non andiamo in tv a fare slogan, poi ci dicono che siamo incompetenti. C’era un problema di tutela di ecosistema marino. Il problema del cambiamento climatico non è più rinviabile”.

Tra i presenti, oltre ai candidati pentastellati alla Camera e al Senato, anche il sindaco Antonio Spazzafumo.

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