mercoledì 1 Febbraio 2023
Ultimo aggiornamento 10:53
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Consiglio sulla sanità, Pd: “E’ stata una passerella della Regione. Spazzafumo doveva controbattere”

Benigni: "I cittadini continueranno a fare la spola tra Ascoli e San Benedetto, con gli ospedali che si compenseranno, ovvero si accorperanno reparti e si seguiterà a chiudere servizi. Abortita la mozione del 2019"

Il Pd va all’attacco della Regione e critica il sindaco Spazzafumo. “Alla fine di una prevedibile quanto inutile passerella che ha sancito il trionfo della vaghezza, la cosa che meno ci è piaciuta è stata la chiusura del primo cittadino che si è ritenuto soddisfatto dell’incontro. Speriamo per la città che si ravveda e pretenda quello che ci spetta”.

Il consiglio comunale aperto sulla sanità scontenta il Pd, rimasto deluso dal comportamento di Palazzo Raffaello. “La rassicurazione a voce, perché di atti e delibere manco l’ombra, è che semmai nei prossimi 10-15 anni dovesse realizzarsi il nuovo ospedale sarà solo un contenitore che ospiterà ciò che già esiste. In pratica, restano due mezzi ospedali che però sulla carta saranno di primo livello. Secondo l’assessore alla sanità Saltamartini, si può interpretare il Decreto Balduzzi per moltiplicare al contrario pani e pesci, realizzando così un nuovo ospedale di primo livello, malgrado il bacino di utenza non raggiunga i 150.000 residenti. Senza parole. I cittadini continueranno a fare la spola tra Ascoli e San Benedetto, con gli ospedali che si compenseranno, ovvero si accorperanno reparti e si seguiterà a chiudere servizi, anche perché non si trovano medici e infermieri. Abortita invece la mozione del 2019”.

Il segretario Claudio Benigni osserva: “Nel frattempo, nei 10-15 anni che passeranno, nulla c’è  per il fu Madonna del Soccorso, né per le strumentazioni, né per l’organizzazione  e né per il personale, a cui peraltro vengono negate indennità e diritti sacrosanti, ma ci regaleranno tra scene di giubilo “un asilo per i figli dei sanitari”.

I dem parlano di incontro avvenuto senza contraddittorio e nel mirino finisce pure l’assessore regionale al bilancio, Guido Castelli: “Ha dato la colpa alla politicizzazione, per poi scaricare ogni responsabilità sulla giunta Spazzafumo rea probabilmente di non avere ancora individuato l’area del nuovo nosocomio, pena il non appostamento delle risorse in bilancio.  Nessuno ha potuto replicargli, ma il sindaco avrebbe potuto controbattere che se non esiste un progetto che individua quante specializzazioni, servizi e apparecchiature ospiterà il nuovo ospedale, non si potranno  definire le caratteristiche adeguate dell’area da individuare”.

Immancabile il riferimento alla medicina territoriale, su cui Pd, Articolo Uno e Nos si stanno battendo: “Non si è udita alcuna proposta. E manco una risposta c’è stata, rispetto ai tantissimi quesiti posti dai comitati, operatori sanitari, rappresentanze sindacali e politiche nonché dai cittadini presenti.  Una su tutte l’indispensabilità di utilizzare le irripetibili risorse del Pnrr, per riequilibrare la sanità regionale che invece è peggiorata, ignorando che al nostro Distretto che conta 102.000 utenze spettano per legge due case di Comunità e non una, oltre ai 40 posti letto dell’ospedale di Comunità anziché 20. Infine, niente è stato detto sulla dismissione della struttura di via Romagna. In attesa della perizia di cui non c’è ancora traccia, l’enorme e intuibile plusvalore che deriva dalla permuta con l’area periferica di via Sgattoni, dovrebbe essere reinvestito nel nostro territorio ma anche in questo caso nessuna garanzia dalla Regione. Nemmeno questa risorsa”.

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